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DELL'INDICIBILE E ALTRO
EMOZIONI DELLA SCRITTURA
Poesie






 

Vacuum Mag 0 - Material - 25 _ Felice Serino
 

| Nascita | (2012)

 

come appena

emerso
 

da naufragio di sangue

a luce

ferita
 

rosa

del tuo fiato - madre -

 
.
 
[Translation by Susanna Decio]
 
as just emerged
from a wreck of blood
 
to the light
to a wound
 
pink
of your breath - mother
 
 
 




EDITRICE URSO - MARZO 2013




FELICE SERINO

 

D’UN TRASOGNATO DOVE

(100 poesie scelte)

 

 

Rossovenexiano, ottobre 2014

 

Pagine: 128

Prezzo: €12,00

 

 

 


FELICE  SERINO


PALPITI DI CIELO


2015




La composizione della luce



L'indefinito

è nello spazio delle attese
nel bianco del foglio
nel buco nero del grido di munch

l'indefinito
è nell'aprirsi del fiore
nel fischio del treno in un lancinante addio
nell'intaglio
dello scalpello su un marmo abbozzato

l'indefinito è in noi
sin dallo strappo
di sangue della nascita





Ancora a sorprenderci


dici non siamo che ombre
al sole della morte
indossiamo l'inverno
di un corpo caduco

ma dai muri il verde grida
in folti ciuffi e gli alberi
si cambiano d'abito e
al guaiolare dei gatti s'affaccia
pettegola la luna

ancora a sorprenderci
in fermento la vita

e tu che vai
filosofando





Sei altro


forse meglio l'attesa
a dipanare e sdipanare le ore
che l'appagamento
senza più desideri: il libro
di poesie fresco di stampa
fra le mani     e ti ritrovi
ora in una sorta
di vortice
le parole vive strappate
all'anima vagano leggere
non più
tue ma del mondo
mentre tu sei altro




Vele


acqua mutata in vino
perché continui la festa

così al banchetto del cielo
con l'Agnello sacrificato
acqua e sangue dal Suo costato
dal sacro cuore vele
le vele rosse della Passione
nella rotta del Sole
per gli erranti della terra




Nella fragilità dei giorni

un sé
perduto
nella fragilità dei giorni
e questa
insaziabilità dell'anima
da vivere come
una croce

laghi d'occhi vaganti
in cieli di spleen
sull'eco d'un io
espanso

e in sé disperso





Maremondo

gettato dentro il maremondo
a masticarmi kronos

avevo smesso di capriolare
in quel naturale mare materno

tornerò ad essere un grumo appena

come quando
impastato di una luce di mistero
mi fondevo
col respiro del cosmo





Sogno travestito


dove generi
giorni dissipati
dove non ti travolgano
le acque del dolore
la realtà è sogno travestito
da clown dal perenne riso
-dietro la maschera
una tristezza che
invade





Qui ci sta bene uno spazio

ecco vedi
la poesia deve respirare
nascendo dal bianco
innalzarsi come
cresta d'onda per poi
immergersi fino allo spasimo
in profondità d'echi e ancora su
con lo slancio felice d'un
enjambement

vedi
la poesia è una tipa
selettiva
sfoglia scandaglia spoglia
immagini le riveste a sua
somiglianza

porta
sogni e nuvole al guinzaglio





La Poesia

in luce di sogno
ti seduce la vita altra

nella dimora del sangue
veleggiano
navi di nuvole

un ventaglio di palpiti
apre la casa della mente





Nell'infinito di noi

(visione)

abbracci senza
mani
di corpi immateriali

i nostri
volti unificati

noi fatti d'aria

tu ed io

una sola persona





Il posto riservato

chi mai ti toglierà quel posto
da Lui riservato
secondo i tuoi meriti
altro è la poltrona
accaparrata a
sgomitate
trespolo che pur traballa
come in un mare mosso
finché uno tsunami
non la rovescia la vita





Le vene cariche di notti


(stato depressivo)

le vene
cariche di notti
a carpire vertigini all'abisso

laddove
è a confondersi col sogno la vita

il tuo imbuto a
risucchiarti





Echi d'infanzia


bacia il sole
immense distese a
maggese

così anche il cuore in
fioritura

con l'eco dei gridi
di ragazzini a frotte
tra sciabolate di luce

vedermi uscire
dal ricordo
nell'agitarsi in quella corsa
dei grembiuli come ali
in voli bianchi verso
casa




Nell'inquieto mio cielo

[ispirandomi alla figura di Giobbe]

nell'inquieto mio cielo
ferite gridano
il Tuo nome

disseminato altrove
fiorirà
il mio spirito

sì fiorirà

come nel cuore della pietra
la Bellezza
di angelica veste





Al crocevia dei venti

(la fatica dello scrivere)

magari ti soccorra
una voce fatta carne
scavata nel sogno
complice la luna

una quasi presenza
al crocevia dei venti





Gocce di sogno

navigare di nuvole pigre
nel cielo della mente
da queste aspettarti quasi
sprizzino gocce di sogno
come da mammelle

come nasce una poesia ti chiedi
e inatteso ti si offre
un appiglio in quel
dondolarsi del bambino al parco

ti lasci condurre come
un cieco e non sai mai
dove ti porta poesia





L'altalena

è poesia
quel dondolarsi del corpicino quasi
fatto d'aria e
avvertire l'alone di mistero
nella figura del nonno dietro
il giornale
-il confondersi
delle lettere all'occhio attento

nel suo sangue un tripudio d'azzurro
nell'affacciarsi l'emozione
di giovani voli





Da mondi di vetro

(visione)

da mondi di vetro
mi giungeva il respiro
di cieli anteriori
dov'ero sollevato
su ali d'aquila
dimora del mio centro
luce del sangue
lì custodita
in comunione col palpito
degli astri





La casa delle nuvole


cieli d'acqua e cavalli
d'aria

lì custodisco ore
sfilacciate e segrete pene
-oh giovinezza di deliri e
notti illuni

lì dove il turbinio
degli anni
è rappreso in un palpito
che nell'aria trema





La penna nella luce


(ad un agnostico)

e tu a ripetere
non credo nei miracoli
tutte balle
ma se sei in vita è già un miracolo
sai
che si perpetua nell'oltre

glissando sul tuo intercalare io
t'intingo la penna nella luce
scrivo per Dio e la sua gloria

tu segui pure le tue ombre
fantasmi che ti succhiano la vita





Luna park


ride la piccola Margot
alle smorfie del papà che si rade
"suvvia ti porto alle giostre" e
lei s'illumina di gioia e
poi a cavalcioni sulle larghe spalle
nella fantasmagoria delle luci

un po' ci si attarda
nell'aria ancora calda di fine settembre 
riverbera una miriade di
stelle negli occhi innocenti
mentre le nasconde
il resto del viso una montagna
di zucchero filato





L'ora che dall'alto

l'ora che dall'alto
giungerà come un ladro
ti troverà a mani vuote e
cosa dunque Gli offrirai
se non lune lacerate
dai cani della notte
e capestri
di nebbie
nel delirio dei giorni
e vomiti
esiziali
di una vita in perdita





Agli occhi del cielo


agli occhi del cielo
padrone dei tuoi beni
sarà la ruggine

quando avranno rovesciato
i tuoi forzieri gli angeli
della morte

e tu non avrai più nome

allora la tua casa vuota
sarà preda della gramigna e
di avvoltoi affamati

mentre a essere elevato
sarà il plebeo
che condivideva il pasto coi cani





Lettere amo indorare

finché loro ci sono
e hanno le mani nel sangue
quasi presenze

percezioni inconsce a ravvivarle
come in padella a fuoco vivo
galleggianti in olio bollente
dagli scoppiettanti schizzi

insieme a parentesi a guisa
di unghie-di-luna appena
scottate

ecco che il cuore
madido di luce
ci si nutre
 
invaghito di lettere appena
pescate
dall'inferno dell'olio





Allucinate visioni

la sensazione di cadere
in un vuoto vertiginoso

ma si era soltanto assopito

le voci confuse
della tivù si fondevano
con le sue allucinate visioni
di fosfeni

più netta la linea
di demarcazione
 
ora
che la sua testa emergeva
come da alti muri d'acqua





Munch


nel buconero
del Grido
spiralante la vertigine

la raccolgo dentro
un foglio

vedi

pesco sogni di ragno
rimasti
nell'intreccio della tela





Ricordo un angelo

da piccolo
ricordo un angelo
raffigurato al soffitto

con lui mi confidavo quando
la febbre mi teneva a letto

nell'azzurra volta
trovavo altre nuove figure
lassù nascoste
mute testimonianze
di mie visioni

così passavo le ore
pomeridiane
mentre una lama di luce
cadeva obliqua
dalle socchiuse persiane





Fiore nero

l'avvicendarsi degli anni a cogliere
il nero fiore della morte

i figli emigrati
in cerca di eldorado

e l'anima che ha perso pezzi del suo cielo

trasudano presenza della tua metà
le fredde pareti e

le lettere d'amore ingiallite
nel fondo del baule





L'inesprimibile

questo rebus
che sei
intreccio d'anima e istinto
sul bordo del tempo
vago sogno in te
specchiato
l'indefinito
di te

un sé
dilatato in cieli
ancestrali
dove l'esistere è il suo
pensarsi





Luce al tuo passo

(ad un figlio)

reinventati la vita

non t'accorgi d'essere
vivo per apparire

dai una mano di bianco
alla tua anima d'autunno

migliora la tua aura

fermati estatico
davanti ad un volo o l'esplodere
gemmante di un fiore

ringrazia il Signore

fai pace
con la vita che mordi e ti morde

è luce
al tuo passo l'angelo che
sulle tue orme cammina





Il tuo sangue che vola alto


(a Madre Teresa)

non ombra che occulti
la tua anima di piccola donna
immensa
come il mare
specchio alla bellezza

la verità è il tuo sangue
che vola alto
planando
su celestiali lidi

oltre

le sere che chiudono le palpebre
sul cerchio opaco del male

non v'è ombra a coprire
il grido di luce in te
gemmante





Sguardi e il tracimare

sguardi e il tracimare
di palpiti
alle rive del cuore

aria dolce come
di labbra
incanutire di fronde
nella liquida luce

 



Flebili echi di conchiglia

fai che voltarti
alle spalle ampie aperture
d'un livido cielo
dove gorghi
hanno succhiato linfa
ai molteplici io

ancora flebili echi
di conchiglia
dal mare aperto dei ricordi
che il sogno criptato
fa suoi





Finestre d'aria

fa strano guardarlo
mentre il bacio deponi
come su freddo marmo

dici sembra
dormire

se immagini di aprirgli
la spaziosa fronte
vedresti attraverso
finestre d'aria

come uccelli aleggiare
alfabeti felici
che dicono l'inesprimibile

il tuo
centro





Fine anno

semmai un aggancio
la mano del vicino
ora
che un senso di sperdimento
è la vita rivoltata
ma le volte che vi hai sputato

girovagare tra
luminarie e vetrine
ti richiamano all'incanto del bambino
mentre ti lacera dentro
la morte del clochard
sotto i portici nel gelo




Sogno di carta

alti muri
di carta
laceri strati e strati
senza via d'uscita
labirinti mentali
ove galleggiano improbabili
parole e voci
bagaglio d'un viaggio kafkiano





Mi piace il tuo garbo


(a mia moglie Angela)

ora dici mi piace
ancora il tuo garbo
e un pizzicotto mi chiedi
per vedere se non è un sogno
nel letto abbracciati
nel dolce tepore
l'attesa
che salga la luce e c'inondi
grati al cielo d'essere
insieme sembra anniluce
o primavere scandite che
han visto le nostre tenerezze i silenzi





Poesia si fa


è che poesia si fa da sé
nel seme del suo autocrearsi

è nella danza del calabrone sul fiore
nel gioco
della luce con l'ombra attaccata ai piedi
nelle parole bagnate in un lancinante addio

casa della poesia è dove nasce l'onda
la radice del vento il volo aquilonare
è vedo non vedo in una grazia velata

poesia è la bellezza
che tiene in scacco la morte





Casa di riposo

sono io oggi
ad imboccarti
al pomeriggio poi il solito
giro nel viale
lo scricchiolio delle ruote sul selciato
gli alberi vedi han perso la bella chioma
ed è ancora clemente il tempo
tu adagiata in una smarrita indolenza
riflesso 
nei tuoi occhi il cielo
t'asciugo con garbo un filo
di bava lucente
ora che non hai più voce
mi giunge eco di madre
mangia se stesso chi
non si dà





Funamboli


metti noi due
guardali
in bilico sulla corda
tesa dell'esistere
a contare gli anni come grani
nelle curve dei silenzi
gli abbagli nel vuoto del cielo
lo sporgersi sul tempo che viene

e le cicatrici di luna nelle
primavere risalendo in luce
da inverni amari di
catarro e croci





Se gratti l'argento


[ispirata leggendo "Finzioni", di J. L. Borges]

paradosso
temere di sparire se
gratti l'argento dello specchio

quasi
non t'appartenessi

realtà sfumata nel mistero

non sei che parvenza
sognata da un dio

nell'insondabile
suo cielo d'esagoni e sfere





Luce d'amore

carne che presto
si dissolverà nell'aria
occhi
che rideranno al cospetto
dell'Assoluto

il tempo è breve
delle ombre allungate sul cuore

invaderà tutto l'essere
quella Luce che addenti





Poesia ti libri


dal sangue un nascere d'ali
poesia ecco ti libri
in verde cielo d'alfabeti
dove l'anima si ascolta e
la vita si guarda vivere





Rosa d'amore


vita che ti attraversa
in un vento di luce

angelicato fiore
rosa che si schiude
fra cristalli dell'inverno






Auschwitz


impigliato
il cuore al filo spinato
sui prati di sangue

decorati dal fiore dell'urlo
mai dissolto nell'aria tremante
-grido
che cammina
nella memoria della storia

coperto dal velo
di pietà


^^^

Palpiti di cielo



Spleen

lei dagli occhi blucielo
inquadrata in un ritaglio del
tuo sogno lucido

ed è un morire dentro
percorrere
l'acciottolato d'un bianco accecante
che conduce al mare

e quel sorriso
a durare nel cuore
perdutamente altrove

ti fa il verso il gabbiano
planato
sulla tua isola di spleen





Il grido


ad un cielo
sordo ad ogni voce ed eco
appeso il grido
testa e croce ti giocasti l'anima
nel bailamme
d'un'allucinata notte
a simulare la morte




L'attesa

ti tiene in vita come a fine inverno
la primavera canterina

(non già l'appagamento
senza più desideri)

ti tiene in vita quel non so
che riempia i vuoti

(come il trepidare per l'uscita
delle prime poesie o
per il primo appuntamento)

ecco risuona l'attesa
come un'eco di mare

sei la vela che si gonfia di vento




Il lebbroso

alle sue spalle
un cielo bianco cadmio

e la figura
ieratica
a fendere la folla
chiudere le distanze

luminosa
Farfalla "vede" posarsi
sulle dolenti piaghe




L'indicibile

dove deflagrano
nude parole al di là
della scrittura
ho cercato nel calamaio del cuore
l'inesprimibile

ciò
che non può essere detto

ho cercato stanze
inesplorate
negli anfratti del mare

le voci
trattenute
nella gola del vento

l'indicibile
nella luce della bellezza




Ancora in volo

perduto in me
l'aquilone ancora in volo
dal tempo che
più che reale m'era sogno
la vita

ora forse nascosto
dietro le nuvole o
a giocare col vento

in cadenza di vortici
imprevedibili

come l'esistere




Nei fondali


per nulla mi separerei
da questa pena
nel macerarmi chino sulle parole
tra respiri di solitudine

-v'è un accendersi
di segni e strade
mentre attraverso l'inconoscibile
che in sogno spio

non altro anelo che questo
inabissarmi
nei fondali di fonemi

finché la morte
mi sorprenda
in un'emorragia d'inchiostro




Chiedilo alla luce


scrivere la luce
inginocchiato nella luce

inspirando bellezza
ch'emana
come da un tempo altro

pure
ami la luce
ferita:

chiedile
delle infinite crocifissioni

fattene guanciale
in notti di pianto




Divergenze


la luna
china sulle mie notti disfatte
di poeta in erba
a carpire versi da "urlo"
beat ante litteram
coi sogni di gloria nel cassetto
in cerca della parola
luminosa che "spacca"

e tu rivolto alla mia
"crisalide"
che andavi blaterando nel
citare la preistoria
carducci et similia




Un cielo ci nasce


dal peso mortale
un cielo ci nasce

penetra luce
nella ferita più fonda

siamo respiro cosmico
legati a una stella
di sangue
originaria armonia
che nel vivere si frange




Senza titolo

ora
il mio sangue si eleva
al battesimo della luce

vedi
sono fiorito

e la morte non la ricordo più

sono uscito da lei come da un fiume
di tenebra




Luce di luna


(l'ispirazione)

ti dai d'amore e in veste
notturna t'ammanti
all'occhio del cielo

in silente vaghezza
il tuo porgerti china
sul sangue che ridèsti

nell'essere mio: m'irradia
d'epifanie luce
di luna




A darti l'abbrivio


a darti l'abbrivio
sarà forse l'urlo
del fiore che s'apre

creare
è del funambolo senza rete o
è come andare su vetri

una parola un taglio




Resurrezione


rinfranca
il Tuo offrirti in croce
chicco che germoglia
in esplosione di vita

ma il silenzio del cuore
si fa abisso:
duemilanni e la pietra
sepolcrale come non fosse
rimossa:

al primo canto
a rinnegarti




Ti cadevano gli occhi


capre e cavalli di nuvolette pigre
in un cielo dilatato nel respiro
ecco da dietro l'angolo apparire
la ragazza dalla maglietta rossa
a fare footing nella luce
lattiginosa del mattino

poi t'accorgi d'aver solo sognato
-desiderio fatto pensiero allucinato-
e nel ritrarsi quel cielo
la ragazza s'è come sovrapposta
a quella vista la prima volta
al parco or sono trentanni

quando
dovunque guardavi
ti cadevano gli occhi su quella figura
esile nell'alone
di luce lunare

ma tant'è che stasera
ti "cadono" gli occhi davanti
al teleschermo




Controllare il sogno

è diventata la sua arte
ne sa uscire
e rientrare quando vuole
e secondo l'umore persino
programmarlo

mentre prende sonno
basta che si concentri
e in vividi colori le appaiono
pesci uccelli fiori
vasta varietà di flora e fauna
finestra su cui s'affaccia
un mondo altro

nel suo luogo di degenza
un bell'evadere dal grigiore è vivere
questo exo-esistere
parallelo

lei divenuta oggetto di scherno
un libro aperto
lei amica-madre dei gatti
col loro gnaolìo alla luna




Spleen 2

ali e croci dell'esistere
sono il veliero che attende il buonvento
sotto i mille occhi di un cielo allucinato
a farmi il verso un gabbiano
in volo da un dove non so dire




Blasfemìa

ricusi l'abisso capovolto
intriso
del Suo sangue

dall'orlo della luce
ti distanzi
in vaghezza dell'effimero

vanagloria leva al cielo
un pugno d'aria




Pasqua

del Suo olocausto
ha ribaltato il fondo
rovesciato la pietra
che teneva in scacco la Vita

-escono lucenti raggi
da acqua e sangue del costato

al canto d'osanna
l'angelo
si china sul giorno umano




Nell'anima bambina


come non ricordare il rifugio
del passerotto intirizzito
le mani a coppa e il caldo fiato

o il micino di pochi giorni
lucido di saliva
portato in bocca da mammagatta

come non riconoscere
le tracce lasciate
sul sentiero teatro di giochi
e l'acuto
richiamo della madre
la tavola apparecchiata
inondata da sciabole di sole

immagini vive custodite
nell'anima bambina

che ancora ti chiamano dal buio
fondo degli anni




L'estro

dicono abbia avuto
da piccolo
"familiarità" con le feci

-oddio! strillava la madre
e le comari:
-niente paura è roba sua

e già l'estro emergeva
ché ci scribacchiava per terra
tra losanghe di luce




I cieli del jazz

capricci di note
facce ondivaghe in acque del sogno
la nausea lungo
i corridoi di latrine
il gemito del sax le gonfie gote
tempo
rallentato avvitato
nel marasma di umori

poi il mattino li raccoglie
spugne
e l'anima della musica che attraversa
muri di separazione




Senza titolo 2

ho sognato d'essere
un bosco devastato

e in me cadevo
cadevo
con schianti d'alberi




Questo giovane cuore

(alla figlia)

capriolare nell'ante-nascita
tu rosa vestita per la vita *

tuffarti nell'azzurro e
respirare la poesia pura
d'incontaminati cieli vorresti

ah non debbano i veleni del mondo
-mio e tuo anelito-
intaccare questo giovane cuore


* termine preso in prestito dall'amico poeta
Raffaele Piazza




Schegge di stelle


a mitigare il gelo delle parole
che il tuo volto a volte
veste

non riesco ma a notte
quando
il tuo corpo s'apre a una luna complice
schegge di stelle mi
sorridono





Come in primavera

impoverito mi sento
quando
sfuggono a volte le note
di quell'aria struggente che alberga
nell'anima e
-breve appagamento
di fioriture e voli-
nelle ore vuote m'accompagna
a sprazzi

pure ritorna
rivivendo in letizia
come in primavera la chioma di verde
a ornare quell'albero triste
-superato il morso del gelo




A volo d'angelo

il nero asfalto il lenzuolo
i nasi all'insù l'attico
al ventesimo
depressione dicono

autopsia perché:
se non s'è
tirato un colpo
si è "solo" spaccato




In un angolo remoto

la vita d'un uomo
nella luce degli occhi

i paesi esotici i mari
che ha varcato

a barattare per nuove
esperienze
la vecchia pelle
di coriaceo ulisside

ma si passa una vita
intera
senz'ancora conoscersi:

in un angolo remoto
l' ombra da tenere
al guinzaglio




La Musa


dove inginocchiata è la luce
lo spirito contempla

come un incantesimo
la novità di lei la tua corda
sfiora

accordando
il tuo vagheggiare

s'anima il tuo cielo
in volo d'angeli

e febbre
è la parola




E' bello sognare

come tirare su
un secchio di ricordi
custoditi in fondo al tuo cuore

come riesumare
i tuoi morti
aspettarti da loro fausti presagi

o l'apparire
di vagoni di nuvole e lunghi
corridoi di porte chiuse

dove ti sembra essere stato




Vita sollevaci

vita sollevaci
dall'ignavia dei giorni
-serpe mimetica

fa che non sprofondiamo
in questo buio di stelle calpestate

le addomesticate coscienze
fanne bottiglie
a navigare mari di speranza

e
come un fuoco
vivo a forma di croce

giunga
il messaggio
della tua sacralità




La parola essenziale


non altra che quella
l'unica
annunziata
che la mente arrovella

fanne cuore e centro
il raggio renda armonico il disegno
senza
ne urlerebbe la trama

il sangue fatto
acqua




In quest'aria stagnante

pensando a te vedo
il vuoto di una porta
e dietro la porta ricordi
a intrecciare sequenze indistinte
sogni e pensieri asciugati
mentre un sole
di sangue s'immerge nel mare

in quest'aria stagnante
come un olio passa
la luce
sopra il dolore




Antinomia la morte


ritenere antinomia
la morte - la tua

come un abbaglio o un
trapassare di veli

e nel distacco
quando
il mondo senza più te sarà
impregnato della tua essenza

" leggerai" il tuo
necrologio
pagato un tanto a riga




Vanagloria


vita che mi mastichi
mia vita
dagli equilibri spezzati
e anse d'ombre
dove annegare il grido

difendimi
dal mio profondo

uccidi in me quel capriccio
aureolato
solo
da esibire




Volare basso

volare basso
per dare tanto con poco

lei a volte si cela
nello specchio o nel buio del divano

luce affebbrata
la parola che ti tiene avvinto

celeste fuoco




Dal giardino dei sogni

forse quando
il tuo orizzonte è a chiudersi
sullo scenario del mondo
e tutto è consegnato all'evidenza
della fine

dal giardino dei sogni
ti strizzerà l'occhio
ancora qualche verso

lo vergherai in fretta
su un tovagliolo al bar
prima che si disintegri nell'aria

come i tuoi io
dagli anni risucchiati




La nudità del sangue


pindarici voli
leggevo nel tuo cielo
e i tumulti del sangue
in cadenza di note
sul pentagramma di sogni
rubati e franti

oltre quel fatuo fuoco
è ora un discendere
nel tuo specchio
incrociare la nudità del sangue

dal profondo ti vedo
riavere il cielo
veleggiando sicuro

ed è la corazza che indossi
a darti la forza del perdono

laddove
ti appariva debolezza




In linfa d'alfabeti


manca poco possano piovere
lettere
nel tuo sogno controllato
e tu
ti veda
riflesso in pozzanghere
a cogliere parentesi unghie-di-luna
e il grido
delle a le sospensioni delle e

poco manca
sia la musa un donarsi in linfa
d'alfabeti
di cui s'imbeve il tuo sogno
lucido




Spleen (2)

lo scoglio
e tu
come un tutt'uno
quasi sul ciglio
del mondo avvolto
in una strana luce

labbra di cielo
questo
contatto di sole

vedi nell'aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all'infinito




Un dove


trafitto
da ustioni di luce
quasi a difesa avvolto
in un mantello di vento

vano
interrogare un dove

in bianchi cieli
l'angelo è di pietra

l'anima un buco
nell'immenso




Quell'uomo che


quell'uomo che
"incurante"
della tempesta dormiva

che ha diviso il mare
che è uscito dalla morte
squarciando i cieli

quell'uomo che
se il granello
di senape non muore

uomo-dio fattosi
bambino ed ultimo
Dio incarnato

trascinato dal cielo
dal peccato




Asimmetrici voli


parole
colte e frante
nella febbre d'un grido

aperte ali dei sensi
contro
pareti di cristallo

scrivere sul sangue
di un sogno kafkiano





Kandiskij

sfilacciano sogni
di ragno
graffi di luce

a destarti un'alba
bagnata di colore

quel giallo
spalmato
nel canto della tela




Dall'oblò

la poesia quella di lungo
respiro dà vertigine

è come
prendere il mare e non vedere
che l'orizzonte e mai la terra

le immagini vedi dall'oblò
del cuore sovrapporsi
fare ressa e

infine sbarchi
boccheggiando
col mal di terra
 

 

 

 



Felice Serino

 

TRASFIGURATI ANELITI

 

2014

 

 

 

 

E' da giorni

 

è da giorni che

persiste una visione

come di creatura uno scricciolo che

voglia nidificarmi nella testa

decido di adagiarla

sul bianco della pagina-lenzuolo

con la delicatezza d'una nutrice

quasi ne tremo ed è

un tripudio del sangue

come chi trovi un tesoro

 

*

 

 

Nuova poesia

 

non dirmi

che questa in grafia minuta

è "inconsistente" come

la mia "collezione di farfalle"

 

cielo grigio si riflette

negli occhi

 

-unforgettable

 

piove l'immagine

di te attraverso il vetro

mentre

 

il marciapiede si allontana

 

ho da dare i miei occhi a quel che passa

 

*

 

 

La Porta

 

similitudine è la Porta

 

l'attraversa chi sa

riconoscerLo

 

incendiato da

Spiritosanto

 

*

 

 

Rinverdire

 

aria screziata

d'umori anonimi

in un rigurgito

rinverdire dell'anima

dissolta quasi nel bailamme

biancore di cieli

dove annegare

il grido

 

*

 

 

Pensieri annodi

 

pensieri annodi a questo giorno andato

t'infili in un sogno

bucando il nero della notte

 

*

 

 

Sogno travestito

 

dove tu generi

giorni dissipati

dove non ti travolgano

le acque del dolore

la realtà è sogno travestito

da clown dal perenne riso

-sotto la maschera

una tristezza che

invade

 

*

 

 

Il poeta

 

immerso nel suo elemento

onirico

custodisce perle di parole

nelle stanze della memoria

dove con sangue vivo

la fantasia dipinge

cavalli d'aria e arco-

baleni

 

*

 

 

Eldorado

 

aneliti annodi al tuo giorno

novello ulisside

voci di conchiglia echi

si fondono

col sangue in luce

nel sogno di eldorado

rammendi la tua vela stracciata

 

*

 

 

Divagazione sulla fisica

 

[Poi come una macchia anche questa vita

sparisce senza traccia.

Durs Grumbein]

 

ti convinci che l'io sia

un riflesso condizionato

-e il mondo? il mondo dell'occhio

 

l'Io-sono è l'Orologio cosmico

e non è più un mistero la particella

detta il bosone di Dio

 

una danza di cellule e -incredibile-

una montagna di materia contenuta

in un cucchiaino!

 

*

 

 

Critici

(semiseria)

 

ti mettono a nudo sulla pagina-lenzuolo

ravvivano il grido di luce

della parola sofferta

concepita nelle viscere

ove hanno asilo le lettere del sogno

vanno con la lente fino

all'intimo pertugio

ti spellano rivoltano

risalendo al lampo

della musa

dove regna la parola annunciata

hanno l'aureola da edotti

sotto i soli bianchi delle lampade

 

*

 

 

Nell'indaco cielo del sogno

a Walt Whitman

 

(rifacimento di una poesia del 2000)

 

nell'indaco cielo del sogno

odo l'aedo

cantare le tue odi

con sottofondo di musica celeste

mentre

fluttuante nel mare d'erba del cielo

tornato fanciullo ti vedo

giocare coi capelli di Dio

 

 *



 

 

In divenire

 

appoggiato alla spalliera

d'aria del divenire

tu -

arcoteso

futuro anteriore o

tempo che ti mastica

sangue del pendolo

 

*

 

 

Memoria di volo

 

conserva memoria di volo

l'angelo caduto

nostalgia d'un'armonia

familiare che strugge e

taglia l'anima in due da quando

invidioso del bene il fratello disse

andiamo pei campi

 

*

 

 

Vita contromano

 

(a James Dean)

 

teso sul grido

d'una vita contromano

animo di ragazzo bruciato

a perderti in un oceano di

spleen

brami ti visiti in sogno

nel risalire dagli anni

la dolce madre

-profondità celestiale-

le dita affusolate

nei capelli

 

*

 

 

Nell'arco degli occhi

 

andare come su cocci

la pelle dell'anima

tesa come tenda

oltre le stanze viola della mente

vedere

infine quel male oscuro

uscire dal tuo specchio e

il fiore della grazia

aprirsi a ventaglio

nell'arco degli occhi

 

*

 

 

Sulle labbra

 

(ad un interlocutore immaginario)

 

come dire ferire di penna

tu a dileggiare il vero

intingendo nell'azzurro

eludendo l'angelo

 

poi svanirai nella luce

anche tu

qualcuno al tuo capezzale

forse potrà leggere il verso

più bello

sulle labbra morenti

mentre invochi la madre

 

*

 

 

Altra veste

(rifacimento di una poesia inizio 2014)

 

un vedermi lontano

io che vesto parole

di carne

alfabeti di sangue

da me lontanissimo

ché ad altra

sembianza anelo

per voli su mondi

ultraterreni

 

*

 

 

La notte laterale

[rifacimento di una poesia del 2006]

 

è il gravitare dell’ombra

che ti segue a lato

o l'orbitare dell'unghiuta morte

questo saperti

enigma

vederti come

in una vertigine di specchi 

a scalare la notte

 

*

 

 

I ricordi del cuore

 

quel po' di stordimento dopo

un bicchiere di troppo e

la vita che scorre al contrario

la brezza marina la mente a vagare

resuscitando fantasmi

ti risalgono dal profondo abbozzando

la smorfia del pianto

il loro grido a confondersi

con quello dei gabbiani

bianche creature danzanti

sulle onde crestate

che a beccate ti sembrano 

straziare

i ricordi del cuore

 

*

 

 

Anelito

 

vorresti davvero

buttare tutto alle ortiche

anche questa maschera che indossi

e

nullificato il peso

del mondo sbalestrato

tuffarti nel blucielo

a corteggiare le stelle

tutto che ti lega di terreno

così si disferebbe

come la tronfia ruota da

pavone

di quest'io a cui credi appartenere

 

*

 

 

Magnetici occhi ha la notte

(a Hemingway)

 

[rifacimento di una poesia del 2002]

 

come una morte tenuta in vita

questa vita

compagna la bottiglia

che almeno stanotte allenti

quel suo morso

a ricucire lo strappo infinito

domani un colpo e

ti adagerai nell'ombra

occhi in liquido cielo

capovolto

 

 *

 

 

Forse un angelo

 

a trascendersi in me

è forse un angelo

nel punto dove l'anima vibra

come diapason

e in un mutevole cielo d'occhi

mi asseconda

a snudare la bellezza

da frammenti di parole e suoni

 

qui nel mio sangue

ecco si leva il fiore

che non so dire

 

*

 

 

Anche tu a precedermi

 

(all'amico Flavio)

 

anche tu a precedermi

sulla via dell'Inconoscibile

 

piena la valigia

avevi di falci di luna

e di balenii di vergini aneliti

 

te ne disfacesti insieme al corpo

per "vestire" una verità nuda

 

oggi dallo scrittoio del cuore

a te mi volgo

e i tuoi versi mi suonano

come una profezia

 

*

 

 

Oasi di verde

 

sul lato opposto un po' d'ombra

il solito giro poi

la panchina il libro

oasi di verde da respirare

vaghezza di nuvole a riflettersi

sulla pagina

e i gridi

dalla vicina scuola

di chi anela alla libertà degli uccelli

e la ragazza a fare footing

tempo quattro minuti tondi

e ecco da dietro l'isolato laggiù

ti rispunta la maglietta rossa

 

*

 

 

Come in sospensione

 

aria dolce della sera

unghia di luna

sovrastante

la linea cielomare

questo sentirsi

come in sospensione

un sognarsi altro da sé

a dilatarsi in un

ignoto spazio

mentre la vita impone

suoi ritmi

 

*

 

 

Ali di farfalle

 

sono emerso da profondità oniriche

come da abissi senza scafandro

lì ho incontrato i miei morti

 

la luna si bagnava nei loro sguardi

dai sorrisi spiccavano voli

improponibili farfalle

ali enormi mi avvolgevano

in un senso di pace

mentre mi perdevo

nei loro vertiginosi colori

come in un quadro di kandinski

 

*

 

 

Nel chiuso della stanza

 

le mosche assassine della mente

nel cantare il Tuo nome

nel chiuso della stanza

 

ah più breve sia l'arco

che da Te mi separa

e da questo naufragio di sangue

la Tua mano mi tragga

 

*

 

 

Sarebbe forse un cadere

 

sarebbe forse un cadere in demenza

meno devastante

che questo abbuiarsi del sangue

mostro della mente che

come un gioco m'intrappola

in un giro vizioso ed io

a mordere il giorno

come sfuggirgli dove nascondermi

uscire da me stesso

annullarmi

ah trafiggetemi stelle mare avvolgimi

nel tuo fresco lenzuolo

oggi è un penare che non sostengo più

 

*

 

 

Un levarsi d'ali

 

stato celeste antimaterico

in sogno un levarsi d'ali

fiammante fiore

di sangue

disincarnato

 

*

 

 

Fiore di sangue

 

vuoi bastare a te stesso

il tuo "assoluto" è polvere

che abita nella bocca dei morti

pazzia fare a meno di Lui

quattr'ossa in croce

altro non sei nella vastità di cieli

ma a un tempo quel fiore

di sangue del divino

in te profuma e canta

-urla la radice se la strappi

 

*

 

 

Le radici del cuore

 

[Spunto tratto da una poesia del 2005]

 

cogliere una piccola morte

nello strappo di radice

dove altra ne nasce

dal suo grido

 

cogliere l'inesprimibile

di questo morire

che s’ingemma d’eterno

 

 

*



Deliri

 

in buona compagnia

dei saltabeccanti piccioni

raccoglieva torsoli di mela

tra i rifiuti e

biascicava versi improbabili

parto dei suoi deliri

 

nel nosocomio

conobbe una sua pari

portava con sé dei versi

di campana e una foto sgualcita

 

lampi di visioni

a mordere giorni di macerie

poi un mattino li trovarono

abbracciati le vene recise

che già sorvolavano cieli

sconosciuti ai mortali

 

*

 

 

Il giorno a schiarire

 

il giorno a schiarire

risalendo

con gl'occhi della memoria

ad arcobaleni e

transiti propiziatori

riscoprendo quel vento che

nel suo azzurro vortice

risucchi lo sprofondo d'apatia e

rigonfi le vele per

l'avventura

 

*

 

 

La vita a raccontarsi

 

volti

galleggianti sul mare del sogno

nella composizione

della luce

aprirsi di corolle

palpitanti anemoni

la vita

a raccontarsi

con la bocca dei morti

col sangue delle pietre

 

*

 

 

Sale la luce

 

(a Dario Bellezza)

 

alba d'un bianco cadmio

che annega i sogni d'una notte

famelica di corpi

alle spalle

di quest'ombra che ti pesa sugli occhi

sale la luce che ti tiene

avvinto

all'arida ora dei vivi

 

*

 

 

Quel che sono

 

(ispirandomi a Nicodemo)

 

sono quelle immagini

che in me parlano

a consegnarmi a un io

vissuto come in sogno

 

nell'avvicendarsi degli anni

m'inerpico sulle spalle

di quell'io di ieri

per vedere il mondo dall'alto

 

*

 

 

La salita del cielo

 

(a San Pio)

 

ti sogno muta presenza

china sull'ora esangue

 

apre

in me la salita del cielo

una strada inondata

di noetica luce

sanguata della passione

di tue piaghe

 

*

 

 

Fiume d’echi

 

fuoco delle attese dove

anime si cercano e

nell’aria liquida

voci annoda il fiume

di luce e ricama

sospiri

 

*

 

 

Il lampo

 

livida luce a torino

questo cielo che non promette

la testa sul libro e dei versi

che vengono a torturarmi

alla mia destra in panchina

il fumo di un tizio s'inanella

grazieadio sottovento

in soccorso il lampo verrà

della musa a posarsi

colomba sulla mente aperta?

 

*

 

 

 

Quel nugolo

 

più quel nugolo

di mosche assale il mio "desco"

più il mio cuore Lo cerca

allo stremo d'una impari lotta

 

sparire vorrei le volte

che nei sogni mi vedo

un giuda

il cappio a oscillarmi davanti

 

può la pianta ripudiare

la radice?

e la corolla che s'apre nella luce

odiare la luce?

 

*

 

 

Cieli di cobalto

 

segmenti

di luce schizzati dalla tela

a colpire i sensi

in forma di danza

ad accendere i sogni:

all'orizzonte

lungo le rive degli occhi

cieli di cobalto

venati

in prismatico chiarore

dal grido giallo di kandinski

 

*

 

 

 

Il guardiano

 

il mostro è guardiano

del labirinto interiore

 

oh quale dispendio

della mente in sudari di calce

anelante alla riva

primigenia del sangue

 

l'angelo è di cenere

dove grida

la carne

le ustioni della luce

 

*

 

 

 

Spazi aperti

(a Danilo Dolci)

 

palestra di vita

a formare allievi

aperto seme

l'anima che s'infinita

nei colori del cielo

 

sognavi la "città terrestre"

di là delle notti

che si spaccano alla volta

del cuore

 

al rango della luce

spazi aperti

sognavi

per un'alba che sa di nuovo

 

*

 

 

 

La maschera strappata

 

ti scoprirai alla fine

vulnerabile

offrendo il costato alla lancia

dell'amore

 

dallo squarcio il sangue redento

non ti darà adito

di scaricare

la tua croce addosso al vicino

 

la tua maschera

la strapperà per sempre

l'amore che ti av-vince

 

*

 

 

Non era questa la vita

 

non era questa

la vita che volevi

bambole in panno lenci un amorino

più avanti negli anni poi

il male che covava nascosto

 

sedicianni:

vita breve ma abbastanza per dirci

se davvero hai amato e quanto

 

da angeli ora sei accolta

lì nella casa del cielo

non bambole o un amorino

per il tuo non-tempo

nel mistero di luce corteggi

le stelle

 

*

 

 

Luce ed ombra

 

luce ed ombra rebus in cui siamo

impronte di noi oltre la memoria

forse resteranno o

risucchiati saremo

ombre esangui nell'imbuto

degli anni

 

guardi all'indietro ai tanti

io disincarnati

attimi confitti nel respiro

a comporre infinite morti

 

*

 

 

La separazione

 

alla fine del tempo

è come ti separassi da te stesso

in un secondo ineluttabile strappo

simile alla nascita

quando

ti tirarono fuori dal mare

amniotico

luogo primordiale del Sogno

stato che

è casa del cielo

 

*

 

 

Questo improbabile azzurro

 

(risposta da un corrispondente immaginario)

 

che ne so di questo

improbabile azzurro

rarefatto e mutevole

scandaglio il mio tempo-clessidra

di sangue emotivo

attendo

giungano da un dove un'eco

un nome

guardo in fondo

al pozzo degli anni

l'ombra dei miei io perduti

o semmai vi tremi

sospeso

l'angelo che dici

 

*

 

 

Conosco le voci

 

conosco le voci che muoiono

agli angoli delle sere

 

conosco le braccia appoggiate

sui tavoli nel risucchio

delle ore piccole

l'aria densa e le luci

che lacrimano fumo

 

e lo sferragliare dell'ultimo tram

la nebbia che mura le strade

 

conosco

i lampi intermittenti della mente

i singulti che accompagnano

quel salire pesante le scale

la morsa che afferra e non sai

risponderti se la vita ti scava

 

e il freddo letto poi fuori

dal tunnel

un altro mattino

 

per risorgere o morire

 

*

 

 

 

Nomade d'amore

 

la Tua luce

abita la mia ferita

che trova

un lieto solco

nel suo risplendere

 

Tu

a farti bambino ed ultimo

 

per accogliere

il nomade d'amore

dalle aperte piaghe

 

*

 

 

 

Uno di quei sogni

 

quando sai

essere un sogno e ne esci

 

o vorresti trattenertici

 

trovandoti davanti a un mare

sconfinato

fasciato di luce

vivissima

 

dai colori caldi

da far vibrare

l'anima e i sensi

 

quasi un flash

 

frammento di sogno

vigile

 

come fosse solo dipinto

 

 

(c) Felice Serino

 

 

 





FELICE SERINO

 

 

FRAMMENTI DI LUCE INDIVISA

 

2014

 

 

 

 

Docile alle Tue mani

 

docile pasta alle Tue mani

plasmami secondo il Tuo volere

 

sgabello di gratitudine ai Tuoi piedi

 

farfalla lucente di Tue piaghe

 

 

 

 

Sono anche altrove

 

d'albore un tenue rosa

anelito d’espandermi

in fiorite di cielo

 

 

 

 

 

Particella

 

noi siamo tra l'angelo e

la bestia mi dici sciorinando tesi

astruse ma dove lo metti il

bosone di Dio così bene immerso

nella materia: l'infinitesima/infinita

particella che ti trascende è il

tuo Tempio e brilla di luce

propria

 

 

 

 

 

Allo scoperto

 

(a Francesco futuro Santo)

 

uscire nudo allo scoperto

un morire al mondo

spoglio

di alibi-corazze

il cuore che risale

in luce

sue macerie

la vertigine del tempo vuoto

 

 

 

 

 

Alzheimer

 

i suoi giorni

come un vortice di foglie

a dilatare deliri

gioca

con le ombre sui muri

vuole afferrare

la biancaluna

incorniciata nella finestra

 

alle prime luci riaffiora

un barlume

di quell'io bifronte

che ha perso la strada di casa

 

 

 

 

 

L'esistente

 

è dall'origine

della foglia la foglia-madre

così della parola

il cuore la luce

Verbo che muove

i mondi

il dio in noi

la bellezza dell'oltre 

 

 

 

 

 

 

Anelito

 

(a Sant'Agostino)

 

uscire dalla gabbia

di carne e fendere l'azzurro

con revisionate ali

lasciarsi invadere

dalla luce del Tuo volto

fulgente più di mille soli

 

 

 

 

 

 

Al parco

 

(fuori da un periodo depressivo)

 

vade retro male di vivere

nuova luce

di orizzonti leggo nello sguardo

dell'anziano sottobraccio nella

macchia di sole a farci isola

ora che nuovi

m'appaiono i semplici gesti

un sorriso una parola

forse questo

il senso mi dico

Lui ben sa

"utilizzarmi" al meglio

va-de re-tro mal du vivre

ti riconosco dal tuo odore

acre ti ricaccio nel buio

fondo

 

 

 

 

 

La luce buona

 

riempire vuoti

di cielo

cogliere la luce degli occhi

una mano tesa

nel bianco grido

del vento

 

 

 

 

 

 

A lato del cuore

 

non voltarti

indietro - mi dico -

percorri lo stretto

marciapiede a lato del cuore:

nel profondo di te nel buio

di stelle calpestate

ascolta il grido

verticale

che da caduta si fa preghiera

 




 
 
 
Una spalla di luce

non ricusare mi dice
questa spalla di luce
e se ho lasciato
che ti perdessi è perché 
dal tuo fondo mi tendessi le mani

non sia tu di quelli
"che non si voltano" e hanno
fumosa aureola
appoggiati alla
spalla di luce che
è l'Io sono




 
 
 
Cerchi sull'acqua

sospensione lucente

petali vellutati fanno
cerchi sull'acqua

si staccano voli
dal tramonto
 



 
 
 
Nell'aria vegetale

si aprì il mattino azzurro
nell'aria vegetale
come un mare nel seno del cielo
e da una costola
per lui Egli la plasmò
dalle sinuose forme
a far tondi gli occhi vogliosi
d'un amore tendente alle
stelle
 



 
 
 
Più d'una vita

l'insistente 
mostro della mente
e l'embolo d'ombre
e quanta
morte in questa vita
più d'una
a far nascere
ali
dove sanguina
la trasparenza
 



 
 
 
Il preesistere

[ripresa da una poesia datata]

e tu a chiederti il perché
dell'effimera bellezza del fiore o
della breve luce che vive la
farfalla

e del preesistere
d'ogni singola specie non dici
che si sa nominata  
e trasfigurata è oltre 
quell'orizzonte dove 
continuano
il mare i gabbiani nel fondo degli occhi
 



 
 
 
Ulissidi

[ripresa da una poesia del 2011]

veleggiare verso lidi
dell'Origine
impastati di luce
alchemica
in fondo agli occhi 
aperti mari 
dei sensi
 



 
 

Far posto all'angelo

dev'esserci forse un angelo
alla mia sinistra
e sì che per natura
non sopporto nessuno da quel lato
camminando per strada
che non sia una benefica presenza

chi mi accompagna nella luce
declinante degli anni
non sa di dover fare
posto all'angelo

che provvido
mi aiuti a scalzare 
ogni giorno la morte
 



 
 
 
Quei versi persi

[nel percorso col bus verso Brescello]

poi di ritorno a sera
carta e penna o se vuoi tastiera
il bianco che ti fissa
e ti ci perdi
un muro
la mente un muro
provi con un verso
impreciso poi un altro
ma no non era così
che l'avevi pensata
eppure ce l'avevi tutta lì
come una cantilena tra veglia e 
sonno negli occhi la confusa
striscia bianca sulla destra
ed eri in uno stato di
tortura-goduria
trattenendoli ancora quei versi
ma ora niente
un muro la mente
risucchiati da un buco nero 
 



 
 
 
Borderline

[ispirata a un'altra mia poesia a tema sociale]

la tua carne dolorante
tu crocifisso alla
sopravvivenza
non un tetto un letto d'amore
i figli 
sconosciuti
cieli caduti nel fondo degli occhi
ti perdi 
tra i rifiuti dove
sembri cercare brandelli 
di quella vita che ti ha tradito 
 



 
 
 
Cieli bianchi

cadute virgole
dalle pagine dei giorni
come un assordare di cristalli

poi brividio
di luna nel cerchio delle sere
cieli bianchi di silenzi

a propiziare un appiglio
per reinventarsi
la vita
 





Mio sangue alato

tu come un’esplosione
all'aprirsi del fiore

vita: mio sangue alato

ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato




Nuvole vaghe

le nuvole vaghe a guisa di pegaso
o capra e in pacato risveglio
il sangue del tuo ieri connesso
alla vista del bimbo nel levarsi
dei piccioni in volo davanti
ai gridolini acuti e
più a lato

della piazza il vecchio
in carrozzina
tornato bambino a ricordarti
l'esistere parabola
di carne
nel pulsare dell'universo

e il conto degli anni
i voli pindarici del
sognare





Cieli indivisi

i voli pindarici e
come in sogno il passato
divenuto memoria di voci
impalpabili essenze
residenti in un altrove
di cieli indivisi





Vita di mare

stare circoscritto
nel tuo spazio ti sta stretto
assumere come l'acqua
la forma
del suo recipiente ti deprime
aneli come la sorgente
alla sua foce
amalgamarti coi fondali marini
conoscere

l'alfabeto dei pesci
gli anfratti i fatti
del giorno dispute e amori
coordinate d'una
vita di mare in divenire
le tempeste che tengano

l'anima tesa sul grido
come achab





La tua stagione
(a Rimbaud)

in echi d'inchiostro
verde virgulto tu
esploderai

vergini pensieri
incolli nel tuo cielo
ispirati a scandire
la tua stagione
età dell'oro e

"maledetta"




Non mandate a chiamare
[rifacimento di una poesia del 2012]

quando il mondo continuerà
dopo di me

non mandate a chiamare prefiche

che versino lacrime sul
contenitore del corpo-contenitore

e a chi vi dirà lui non c'è più
fategli pure uno sberleffo
com'è giusto che sia





Il tuo detrattore

come a dire quello
del "tu pensa per te"
l'alterego che
va col lupo seguendo
la pista del sangue
lo stesso che ti seduce e

lo sguardo svia dagli occhi
forti della luce





Il tuo detrattore 2

quello che
in un buffo di vento
fa orfano di stelle
il tuo cielo

dimora dell'angelo
compassionevole





Luce annoda

luce annoda le voci
nell'aria liquida
fuoco delle attese
dove
anime si cercano

-un fiume d'echi





Simile alla vita

simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra

con un io ridimensionato

m'immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d'una vita



 
(C) Felice Serino
 
 
 
 
 
 
 
 



 
 
 
 
Felice Serino

UN LEMBO DI CIELO
 
 
2014


 
 
Cercate di conservare sempre un lembo di cielo sopra
la vostra vita
Marcel Proust
 
 
 
e sento che l'Io per me è poco - qualcuno da me si sprigiona ostinato 
 Vladimir Majakovskij
 
 
 
 
 
D'azzurro
 
delirio di luce
d'azzurro
 
dell'anima
cerchiata di spine
 
 
 
 
Il quadro
 
lo vedi meglio a freddo da fuori
se non preso nel vortice della
sindrome di stendhal
meglio
che non lo stesso
autore immerso e perso
nella sua creazione
il sangue sparpagliato nei colori
 
 
 
 
 
Momento di estasi
 
la felicità
è in braccio al vento
 
brucia questo tramonto in un volo...
 
 
 
 
 
L'angelo porge una gomena
 
l'angelo porge una gomena
di avemarie
all'anima che approda
-vela stracciata-
sulla riva del cielo
-dove ogni linea s'annulla
 
 
 
 
 
 
Un appiglio
 
[Studiando una poesia (in questo caso propria) può venirne un'altra e forse un'altra...]
 
giorni sui precipizi 
vivendo 
in braccio a capricci del vento
 
... un appiglio sarebbe il cielo 
a rinascere 
in echi d'inchiostro?
 
 
 
 
 
Marina
 
sull'onda bianca della pagina 
inavvertita la musa 
come un'ala si posa e 
si china discreta
a ricreare di palpiti un vago
sentire di mare
 
 
 
 
 
Vortice
 
sospeso in un limbo
gelatinoso o
risucchiato nel vortice
di porte girevoli...
 
affidarti a una 
mano di luce per
uscirne...
 
 
 
 
 
Nell'ultimo
 
a Madre Teresa
 
di Cristo mi graffia
la bellezza
 
tocco
nell'ultimo la sua
dolorante carne
 
 
 
 
 
Il versante celeste
 
una luce pensante
di sorpresa
visita il cuore
sul suo versante celeste
da sempre in attesa
-in traslucere 
d'anima arresa
 
 
 
 
 
Mistero in me
 
mistero in me
io nel mistero
la vita come un'ostia
di luce
levata ad affermare
il suo ri-crearsi
la forza segreta
di stupire
il suo amare lasciarsi
scoprire
 
 
 
 
Il mio posto
a David Maria Turoldo
 
nella tua costruzione
Signore dove
metti il mio tassello
 
quale
il mio posto:
 
sia pure
l'ultimo - ma 
come Tu disponi:
 
indelebile
profumerà 
per Te il fiore
del mio sangue
 
 
 
 
 
Il versante lucente
 
espandermi
su quel versante lucente
perduta armonia 
dove poesia era il profumo 
del mare
mare aperto
 
 
 
 
 
Alta Engadina
diario [mentre "mi" scrivo spiando
il mondo da qui tra terra e cielo]
 
è il caso di dire 
un bianco
da ferire gli occhi
la parete del
ghiacciaio 
riflettente una luce
quasi
ultraterrena
 
a bucare la notte
-mentre qui 
mi scrivo
 
 
 
 
 
Condizionale
 
vivi al condizionale
vorrei farei... 
(i segnacci rossi che 
portavi a casa
scambiandolo col congiuntivo) -
privilegi il fantasticare
al condizionale 
dando forma al sogno
così potrebbe 
il fiume
risalire la corrente
camminare
sulle acque
si potrebbe...
 
 
 
 
Chi siamo
 
caduta la carne
svelati a noi stessi
(resteranno graffi
nel cielo a presenza
d'un vissuto stuprato):
 
non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma 
dove l'essere si aprirà
in fiore
 
 
 
 
Giro di luna
 
giro di luna bivaccante nel sangue 
baluginare d'albe e notti 
che s'inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare 
di creatura celeste 
che a lato mi vive nella luce 
pugnalata
 
 
 
 
Il nessun luogo
(leggendo "Predario", di Giorgio Luzzi)
 
cominciare da qui per un
mondo più prossimo alle 
origini -
 
il nessunluogo
eletto
 
 
 
 
Altra veste
 
vedermi lontano
io che indosso parole 
di carne
e alfabeti di sangue
 
... altra veste mi attende
 
 
 
 
La ricerca
 
uscire 
dal porto -il cuore in mano-
issare la vela della
passione
dietro lo stridulo
urlo dei gabbiani
tra le vene bluastre del cielo
foriero di tempesta
squarciare
nel giorno stretto
il grande ventre del mare
che geloso nasconde
negli abissi
i suoi figli
 
 
 
 
Il capo reclino
 
i cadaveri dei giorni di festa
 
-la spada 
di damocle 
dell'impermanenza 
che a volte ti spiazza 
a strozzare 
la gioia -
 
immaginarsi ("bella" 
prospettiva) fuori 
dall' "impasse"
attraverso il sogno della morte
il capo reclino 
sul foglio
graffiato da versi 
"congelati"
 
 
 
 
Nessuna strada muore in cul-de-sac
 
(Condivisione)
 
sentire
i fiori bisbigliare
col vento
all'unisono
un intonarsi
di voci sole
un respiro
solo -
svolìo di farfalle
sui colori
a inseguire
il fiato del giorno
 
 
 
 
Gonfie le vele
 
gonfie le vele
a soffio di preghiera
per l'ultimo porto
 
 
 
 
Come se
 
vivere come se
non ci fossi
 
non riconoscerti come
il fuori del tuo dentro
 
-il corpo ad
accompagnarti
 
 
 
 
La tentazione
 
(a Padre Pio)
 
estenuante lotta sanguinosa
poi alla luce ubriaca
del nuovo giorno ecco librarsi 
sull'umano
azzurra ala la parte angelica
 
 
 
 
L'offerta
 
vagheranno le nostre ombre
la sera sulla terra
quando non saremo più
inavvertite
si chineranno sul fratello
come offerta
di perdono ad un'offesa
legata al sangue o alla lama
della parola
-balsamo sul cuore
inconsolato
sarà l'angelica
ala
 
 
 
La condanna
 
(a tutti i carcerati e alla loro metà)
 
 
bianco urlo dell'altra metà del cielo
 
(tempo scandito
a elaborare: 
due prigioni - di qua di là 
delle sbarre
-patteggiare dell'essere
con lo stillicidio che squaderna le ore)
 
dal fondo del mondo
luce ferita dove è terra
di nessuno
 
dove il cappio 
oscilla
 
 
 
 
Scampoli di vita
 
tra le pagine del cuore
sfogliate dalle dita del vento
passano bluffando con la morte
scampoli di vita
 
non può dimenticarci
la bellezza
 
 
 
 
Ali
 
riscattare le ali
contro l'ingiuria del tempo
risalire
luce dopo luce
a un'alba rossa di vene esplose
 
 
 
 
Brandelli d'amore
 
dammi Signore
un collante di passione
 
-atto di fede
che snudi il giorno-
 
per fissare nel blucielo 
brandelli d'amore
 
pezzetti 
di me
 
 
 
D'un sogno
 
casa sul mare dove vidi
la luce
sulla porta un ritaglio di cielo
a visitarmi i miei morti
venuti sembra
dal mare
sorridermi mentre 
mi vedono
con naturalezza librarmi
falena contro il soffitto
 
 
 
 
 
(c) Felice Serino
 





FELICE SERINO

D’UN PRESENTITO CHIARO D’ARMONIE

(2013)



d’un presentito chiaro d’armonie
d’un trasognato dove vivi e scrivi

tuo credo

. .

... aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio




Io non devo scordare
che il cielo
fu in me

Antonia Pozzi




Questo Sogno

nel momento
che questo Sogno si disfa
della carne che lo veste

convertendosi in
cristalli di luce

... una nuvola di uccelli
uscirà dal suo arioso
cranio

a glorificare il Signore

*

Luce catartica

uscire dalla notte
con passi nuovi
con occhi nuovi

bagnato di Dio

*

Nel sangue della parola

[scritta a Capodanno 2013, a 26 mesi
dalla morte di Alda Merini]

nel sangue della parola il canto
tuo del tuo amore
per la vita
segregata incompresa crocifissa

nel sangue della parola
l'azzurro
canto della "follia" che sale
dalle sbarre di carne dei manicomi

nel sangue della parola il grido
dell'innocenza violata e dei
diseredati che tu amavi
tanto

*

Dedica

credimi alda: a te io canto
con un'ala spezzata

(prendere il volo
vorrei - oh sì vorrei...)

sul sangue della bellezza io canto
d'un presentito chiaro d'armonie

*

Ave Maria

il nuovo giorno si china
sull'azzurro tuo manto

bagnato mi so della tua
grazia - Gospodine *

* in croato è la Madonna

[Pola, agosto 2011 / Torino, febbraio 2013]

*

Il Sé l'enigma

limitato il senso del
chi siamo

"per speculum in aenigmate"

sarà il prismatico Sé
-dentro- a sognarci?

*

Vita a rovescio

sarebbe vita a rovescio questa
perché
gli ultimi saranno i primi?

considerare tutto
vanagloria?

capovolte anche le
apparenze

non abita qui la trasparenza

*

L'immagine specchiata

l'uomo "affamato" grida
la propria fame di senso

... finché nella luce
inaccessibile
-che smemora il finito-
non combacerà col Sé
l'immagine specchiata

*

Forgetful

ti supera la luce - non
ti appartieni che in parte cerchi

nel sangue l'immemore
tuo nome

*

L'Irrivelato

Lui l'Irrivelato si fa trovare
se provi a squarciare la
maschera che indossi

fino a trasparenza - a farti
piccolo

così
sarà come trovarti
in una selva di gridi:

lepre braccata
dal suo amore esclusivo

*

Kronos

fratto il Tempo

non più riflette
lo specchio - esser vivo
quasi una finzione

Sogno congelato
dove si piega
il cuore

-senza remissione-

*

Coma

(esperienza di pre-morte)

sta per sfociare la vita
nel mare di luce - un rapido
sguardo di là in un tempo sospeso:
come un batter di ciglia: non era
quello il Disegno

*

La visione

ancora sono sogno e inizio
di pensieri e sento
un angelo con l'ali
vellutate coprirmi...

nel bianco silenzio
allagato di luna
mi do d'amore mia "fuga"
nell'intima mia essenza
sorda al mondo...

*

Canzone

[ispirata a una poesia del 2006]

spiove luce
di stelle e in cuore
echi di pace-
vedermi in tutto
col mio sognare
il vissuto
vita sognata

... spiove luce
di stelle stasera
guardare gli anni
in cuore spogliati

*

Verticalità

dolore non solo quello
da carne-urlo animale
(orizzontale) ma sublimato
negli assi della croce
nel divenire guardando
su dove conduce
Passione per la porta stretta

*

Al nostro centro

come in sogno ci desteremo
in un'altra maniera * -
giungeremo
al nostro centro dove
in eterno si brinderà col sangue
della passione al desco
dei martiri e dei santi
-amen-

* "dimensione" espressa in un verso di Pessoa



<<<


ALTRI VERSI


Per lunga aridità

(drastica soluzione
disincagliarsi dalla vita
prenderla "per il collo")

per lunga aridità
creativa c'è chi
si autoelimina

*

L'escogitare

(leggendo Montale)

l'escogitare non è sapere

nulla sappiamo
altrimenti sarebbe dissoluzione


(si sta come in sogno
in una sala d'attesa)
 
 
*
 
Il poeta
 
(semiseria)
 
a tratti l'anima
ora esulta ora si perde
nei bui corridoi delle parole dove
una quartina balenante e poi indistinta
vuol farsi luce ma quasi per sfida
inafferrabile si fa
gioca a nascondino con lui sorpreso
di trovarsi senza carta e penna
risucchiato in vortici di sogno...
ahi! sprovveduto poeta che non sa
raccogliere in tempo un sangue vivo
 
*
 
La potatura
 
(a Pablo Neruda)

(in terra d'araucaria
è luce che tarda a congedarsi
il tuo poema mai finito)  
 
non rami tagli ma versi
a carpire luce a quel sole
d'un generoso Iddio
e maturare frutti sanguigni
dolcissimi come
gli abbracci dei ritorni...
 




 

 

FELICE  SERINO

 

IN SOSPESO DIVENIRE

 

-Poesie dell’ impermanenza-

(d’un presentito chiaro d’armonie)

 

 

al di fuori di me -

io stesso luogo-non-luogo –

mi espando

f. s.

 

 DISTACCO

 

farsi fragile foglia

appoggiata ad una spalliera di vento

 

 

 

EVANESCENZA

 

in trasognato sfarti figura

 

                  -quasi rito-

 

t’invetri

   incielata diafana

 

 

 

COS’ E’ IL MARE

 

non puoi spiegarlo

alla bimba dagli occhi di luna

se non l’ha mai visto prima

 

se non è rimasta rapita

dal ricrearsi sull’acqua

di riflessi dorati

-ed è poesia…

lei può solo sognarlo – il mare –

come una carezza di vento

salato e spazi

aperti e voli…

 

vederlo nel proprio cielo

alla stregua in cui s’immagina

un altrove

chiamato paradiso

 

 

NASCITA

 

come appena

emerso

 

da naufragio di sangue

a luce

ferita

 

rosa

del tuo fiato - madre -

 

 

 

CONVERSIONE

 

(sfogliando la fine anni ’60)

 

una luce pensante

di sorpresa

visita il cuore

che si è negato all’altro

da Sé

al suo versante celeste

-per giorni spavaldi

da cucire sulla pelle

 

(ora è un coniugarsi all’opposto

il restarvi connesso

è l’attesa

-in traslucere d’anima arresa-

che Colui che t’invita ti dica

“amico vieni più avanti”

-cfr Lc 14,10)

 

 NEGAZIONE DELLA MORTE

 

inargenta sul mare la fine del giorno

 

sapere che Qualcuno

da sempre mi conosce

 

 

notte d’ossidiana ora m’avvolge

 

io

non posso morire

 

 

morire alla vita…

 

 

VORTICE DI FOGLIE

 

distrazione

del Supremo – dici – la nostra parte

mancante? ovvero caduta

d’angelo nel mare-mondo?

 

non siamo

che un vortice di foglie...

 

ma se il precipitare

in se stessi è in vista di risalita

(alla notte

segue il giorno)

 

allora non esiste

–sai- chi potrà recidere

questo cordone ombelicale col cielo

 

VITA CHE TI SVELI

 

assisa sul bordo della luce

vita che abbracci

infiniti orizzonti

vita riflessa

che non sai dire se vivi

o sogni

vita in esilio finché abiti nel corpo

vita genuflessa

a adorare il sole-maja

di luce

che apri la fronte del giorno

vita-vuoto affamato

 

sii te stessa

“vita fedele alla vita”

 

 

… rigenerata dalla Croce

Vita che ti compi

che ti sveli

 

 

ESTASI

 

avvitato nel rosso

tuo palpito

 

 

m’incielo

 

 

L’ENERGIA S’ADDENSA

 

l’energia s’addensa in un tempo

rallentato

 

-noi qui nel divenire

 

-palpiti d’anima e cielo

 

(un

trascendersi)


AMORE E’
 
Amore è una parola a rischio *
 
un irradiarsi di cieli…
 
esaltazione
al calor bianco
 
o
come un lungo gemere
di vento impetuoso
 
-sottile     
“privilegiato“ dolore
 
dimora di sole e d’ombra
-dove disarmato
è il cuore
 
* Nelo Risi
 
 
RADICI
 
potrebbe accadere che a volte
ti domandi
se ti trovi in un sogno o
un déjà vu
 
un sentirti perso – fuori
dal tuo centro – quasi senza
un io reale
 
… e in quel frangente
aggrapparti con l’anima
a radici del cielo
 
-come ad una madre
 
 
 
NON E’ CHE UN PERPETUO TRAMARE
 
la vita ha in tasca la morte
-siamo noi
divino seme:
 
non è che un perpetuo
tramare
“cospirazioni” del nascere
 
miracolo d’amore
 
 
“COLUI CHE INTINGE…”
 
1.
“colui che intinge con me nel piatto”
 
… non si estingue questo fuoco
che passa per la carne del cielo
-il mio abbracciare dalla croce il mondo
-il tuo trafiggere nei secoli
questo Cuore senza più sangue
 
2.
di giuda è piena la storia – tu
guardati intanto da chi
credi un amico:
è quello che con te condivide
il pane la luce l’obliquo raggio
degli occhi


IL ROVESCIO
 
capovolte

le apparenze

 

... se era questa la vita - ti chiedi -

figura d'un sogno che

se stesso sognava...


VERTIGINE DEL CERCHIO

 

vertigine e chiusura

del cerchio

 

compasso che gira sulla punta

per mano dell'angelo personale

                           

 

... l'uscita dal cerchio

 

-nella luce


LA BELLEZZA DELLA ROSA

 

[ispirata da una omelia]

 

le tue scelte abbiano

profumo di Paradiso

-anche se

verità attira

l'odio del mondo

 

la bellezza della rosa brilla

del sangue sulle spine

 

-Altre- (Poesie d'occasione)

 

L’ EGO

1.
ovattata vita
di chi l'altro non "sente"
-muro eretto
con impasto dell'ego

2.
inutile imbiancarle
le pareti pregne di dolore
-sale silenzioso l'urlo
fino al cielo


SOGNO UN MARE D’ERBA

(a Walt Whitman)

 

amo le tue odi dolce vecchio

Whitman -

un lampo ed ora ti vedo

tra nubi giocare coi capelli

di Dio Padre (tu ritornato

bambino) - ed ecco

ti si ricongiunge l'ex

"allievo" - il profeta *

barba-di-luce - fluttuante

nel mare d'erba del cielo

 

* Allen Ginsberg, che s'ispirò a Whitman,

morto il 5.4.97

 

[poesia del 2000, ripresa nel 2012]

 

*

 

PAROLE

 

mi chiamano dal fondo

parole

dove il sangue ondeggia

 

mi guardano

ancora senza carne

 

parole nate

con quel vuoto

d’un arto amputato

 

(orfanezza di non essere

intere mai)

 

ricercate per una

metafora felice

 

*

 

IO ERO LA’

 

(nella ricorrenza dell’11 settembre)

 

quasi un assentarmi da me (stato

catatonico davanti allo schermo

(auto-

difesa inconscia per non viverlo

quel momento?)

 

-ma io “ero” là

tra vite spaginate nell’aria:

 

io presente-assente

stagliato contro un cielo stravolto

 

 

… e in me

 

cadevo

 

 

IL RIMEDIO

 

non lo trovi in nessuna

enciclopedia: malessere e

rabbia si contrastano

con meditazione e preghiera rubando

spazio alla bile – ripudiando la

pratica di chi

si disistima

con alcool e pasticche a effetto

placebo (col pensiero

-inconscio- di sparire)

 

 

AD ANTONIA POZZI

 

Poesia – azzurra

eco del cuore –

sei musica che piove

pulviscolo dorato nelle stanze

della Bellezza

 

-eterna armonia

 


MILLE E PIU’ PAGINE  *

(ah la poesia!)

 

sulla spalla mi pesa la merini

tornando dal mare un cambio

spalla versi da ruminare

in un vago giro di pensiero

nell’aperto cielo

istriano

in questa canicola agostana

 

[Porec (Parenzo), ferragosto 2012]

 

* Alda Merini, Il suono dell’ ombra, Mondatori 2010

 

 

 

AD UNGARETTI

 

nel carnato della terra

d’alessandria –zolla

palpitante nel sole

 

nascita di un dio minore

a battesimo d’inchiostro


COME IN SOGNO
 
[a chi è affetto da attacco di panico]
 
come nel sogno quando
a quattro zampe ti trovi
-impotente-
a graffiare la terra in salita
 
 
(… poi la libertà del risveglio
mentre ad allentare
la morsa è quella
impressione di morire)
 
 
 
ALLA MENSA DEI POVERI
 
[ispirata da una intervista in tv
il 21.10.12]
 
-nella vita chi non si dà muore
mangia se stesso- la saggia
ultraottantenne (cuore fanciullo)
sentenzia servendo
ai tavoli con fievole voce quasi
d’un fiato
 
luogo ospitale dove tutti
-alla buona- ci si dà una mano: sono
per un piatto caldo ma non
vogliono pietà –
 
 
(incorniciati nella finestra dai vetri
appannati sagome d’alberi
senza chioma nell’autunno
inoltrato – al caldo
la nuvola di vapore dalla cucina offre
un che di magico di familiare)
 
 
 NELL'AZZURRO RIFLESSO
 
(ad un corrispondente immaginario)
 
un altrove in me ride sereno
-ti scrivo oggi col cuore
 
come vorrei -in quest'ora benigna-
che la sprezzante tua penna
s'intingesse
nell'Azzurro riflesso
dove sputi
 

              
GLORIFICARE LA LUCE
 
(a un martire della cristianità)
 
complice il buio: a perdersi fra
le cose i gesti - nessuno
ad ascoltare il Grido - Dio
dov'era...
 
nessun canto d'angelo
-il suo cadavere trafitto
sulla punta delle stelle

 

UN SENSO
 
                        vorrei con le parole aprirti
                        questa vita come una mano
                        Franca Mancinelli
                        da "Mala Kruna",  Manni 2007
 

se sei in ritardo sulla vita

sulla sua "tabella di marcia"

 

... alza gli occhi al cielo

datti un senso

 
 

la vita una

 
pensaci
 
aggiusta il tiro


 

 

© by Felice Serino

 



Felice  Serino

CASA DI MARE APERTO
[2011]


 Tutto è per essere altro da sé
 Plinio Acquabona
 ("L'architettura diurna della luce")


 Casa mia di mare aperto, anima antica ritrovata
 Piernico Fè

 


IN QUESTO RIFLESSO DELL'ETERNO

(lettera)

credimi vorrei dirti che quanto
avviene anche là avviene
oltre le galassie oltre
lo specchio dei tuoi occhi amore
anzi certamente è presente
da sempre in mente dèi
imbrigliati noi siamo in un tempo
rallentato
noi spugne del tempo
assediati da passioni sanguigne
credi mia cara che quanto
avviene semplicemente
lo rappresentiamo
sulla scacchiera del mondo
noi essenze incarnate
in questo riflesso dell'eterno
dove l'anima si specchia

mentre ci appare  infinito
mistero la vita - miracolo
tutta questa luce amore
che ci attraversa

 

DELL’OLTRE IL DOLCE SENTIRE

dell’Oltre il dolce sentire
apre sogni e lune

mi è specchio il cielo

 

L’ALTROVE

questa casa di vetro
eretta sulle nuvole
concepita forse in sogno
sai cara
si sta di un bene qui
l’erba folta alle caviglie
uscendo nel sole
vieni

 

ULISSIDE

noetica luce
a trapassare aneliti

su aperti mari dei sensi

 

DA UNA PARABOLA

"non puoi servire due padroni"

scrivere con la luce
la vita la morte
vestire
di primavera i gigli

non così l'uomo
         che preso
nel vortice delle cose
scrive su sabbia l'avere

-nel cuore la paura
del bambino

 

NOSTOS

 Siamo... fatti di orizzonte
 Andrea Zanzotto

in lampi di visioni
un altrove

vita sognata
con occhi di cielo

il sangue ad ascoltare la verde
età

       fuggitiva

COME UNA MADRE
 
irradiata
benevolenza
da madre cosmica:
 
fragili creature
a suggere luce
da poppe del cielo
 
 
DEJA' VU
 
e ci sorprendiamo
a un viverci addosso
noi gli occhi riempiti di luna
smaniosi di un certo
non-so-che
quando tornano le stagioni
delle promesse di luce e voli
i luoghi onnipresenti
fra lampi di memoria
un cancello uno sguardo
rubato oh l'emozione
di quei momenti impressi nel 
sempregiovane cuore
gonfio di vissuto
ora sorpreso da una lacrima
mentre fluttua lieve in uno stadio
di sogno che sa di eterno
 
 
L' INVITATO
 
ho sognato che l'ultimo giorno
era anche il primo della mia 
nascita in cielo come stella
-o se atomo o fiore non so dire
ma ero più che mai vivo-
che annullato ogni affanno
mi vestivano da festa angeli belli
giacché quel giorno ero  io 
l'Invitato - anche senza
esserne degno -


NEL CERCHIO DI DOLORE

 

nel cerchio di dolore

tiri in ballo Lui - ed è sì umano

quel "Padre perché m'abbandoni"

occhi rovesciati e veste

di sangue -

             tu cerchi una via d'uscita

abbracciando freud

             non giovanni

 

 

FOSFENI

 

a Maurice Maeterlinck,

drammaturgo

 

è finestra sul cielo

il cuore invaghito a carpire

fòsfeni lampi

 

tu custode

dei sogni - dal cuore puro -

ti libravi come

i tuoi uccellini azzurri

che "si nutrono di raggi di luna"

 

e

si espandono

                 nell'Inconoscibile

tra svolìo di ali...

 

 

"DAI TETTI"

 

chi a invadere il campo

"uomo"

se non Colui che a te

in libertà si concede

            (nessuno "incapace"

            del suo amore immenso)

 

vedi: la vita non tarda a guardare

che in un senso: "dai tetti

in su"



VENNE A TROVARMI LA POESIA
 
venne a trovarmi la poesia
come un vento lieve
a frugarmi le pieghe dell'anima
io mi sentivo un folletto vagante
nei recessi del sogno
sul filo sottile delle emozioni
ondeggiavo
su quell'alito di brezza che
guidandomi verso stanze inconsce
mondi paralleli mi apriva
 
d'una cosa soltanto
ero consapevole:
che dalla febbre del mio daimon
ero divorato
 
 
 
SI DICE DI AGOSTINO
 
[Al Dottore della Chiesa
il quale dava da "masticare" il Verbo]
 
si dice di agostino - era forse
un sogno? -
gli fosse apparso un angelo-bambino
che voleva raccogliere
con una conchiglia
tutto il mare in una buca
 
la morale tra le righe: nulla è
impossibile a Dio
 
(prima che passasse
nell'aria e fosse
aureolato
da giovane agostino era
un dissoluto)
 
 
 
FRAGILE PALPITO
 
in una selva di gridi
come lepre braccata
dal tuo incondizionato amore:
 
Tu che governi i cieli
"bisogno" hai di me?
 
perché pungoli questo
fragile palpito
 
fino al sonno della morte?
 
 
 
OLTRE IL VELO
 
nulla si disperde
 
la banca del cielo
a custodire i fondi -
bagaglio di vita
dolore-amore
 
 
nulla va
perduto - chiusa 
l'ultima pagina
di vita
 
bagnato di Dio - oltre 
il velo - sarai
al suo appello
 
presente
 
 
 
L'OFFICINA
 
[ispirata dalla definizione di sé
di Quasimodo: "operaio di sogni"]
 
più la insegui e più
ti sfugge - l'ispirazione - farfalla
multicolore o bolla di
sapone che ti scoppia nelle mani
 
puoi lasciare ti visiti
quando non te l'aspetti
si levi questo sole interiore
in sogno o ancora nel dolce 
dormiveglia prima che sia giorno
come un bianco palpito
 
 
... ti alzi la mattina ed è quasi 
un miracolo
il silenzio dell'officina
 
 
 
DI UN DOVE
 
di un dove
d'un altrove
 
striscia
  di luce verde la mente
 
l'interrogarsi serpeggia
si morde la coda
 

MARE DENTRO
 
riverberi maja di luce
 
rosso schermo dietro
gli occhi (te supino) in
barbagli a lenti
       tratti
 
le vene del mare coniughi
con geometrie
di gabbiani sul filo arcuato
d'orizzonte
 
questa vastità
di cielo e mare
dentro - le
anime del mare -
 
 
... come perdersi
 
 
[Pola, 6 agosto 2011]
 
 
 
COME UN IRRADIARSI DI CIELI
 
Amore è una parola a rischio
Nelo Risi
 
 
Amore è
 
come un irradiarsi di cieli
anteriori
 
esaltazione al calor bianco
 
o
pane impastato con lacrime
 
un lungo lungo gemito più
che sospiro di vento e foglie
 
casa del sole e delle ombre
 
dove disarmato
è il cuore
 
 
 
CONGETTURE
 
1.
si vive
per approssimazione
 
si sta come
d'autunno...
(vero
ungà?)
 
2.
o
dall'origine
scollàti dal cielo
a vestire la morte?
(... fino
al fiume di luce che
ci prenderà e saremo
un'altra cosa...)
 
 
-non questo intendevi (forse)
 
congetture
divagazioni
 
 
... ma lasciami sognare
un sogno che non pesa
 
 
 
ALEPH
 
1.
nell’oltre non c’è ombra
-lo sai- ombra che ti possa
nascondere allo sguardo
 
è una chiarità che t’attraversa
non come qui che guardi
per speculum in aenigmate
 
2.
lì non si consultano dizionari
né atlanti: sei tu la biblioteca
il motore di ricerca
 
-alfabeto voce conoscenza- :
nel Tutto tu sei e tutto
è te – (l’aleph del poeta cieco)*
 
3.
è dove ti si svela ogni
contrario - la vita non è prima
della morte 
 
 
* Jorge Luis Borges
 
 
 
AVEVO PERSO LE CHIAVI DI CASA
 
(conversione del non più ragazzo e non ancora uomo)
 
le formazioni delle nuvole che
promettono pioggia
 
... dai recessi una voce
catartica
a sovrastarmi a farmi 
piccolo
 
la faccia contro il cielo
mi ritrovo
"assetato"
 
 
LADRO DI PAROLE
 
[l'ispirazione della poesia]
 
la farfalla immagine-pensiero
sotto la volta del bicchiere
-della cattura l'ebbrezza ma d'un solo
attimo e poi il volo...-
la destrezza nel carpirne la luce
frangente nei colori -
l'inavvertito suono
 

 

NOI ANGELI

sospesi nel tempo
a frange del cielo

noi angeli
caduti

mendìchi d'amore


DEI ME STESSI

l'esistere
l'evanescente:
un volgere altrove

la vita 
vista come 
sogno di me

dei me stessi


MI SPECCHIO NELLA MIA TRASFORMAZIONE

quando il mondo continuerà
dopo di me

a chi vi dirà lui non c'è più
fategli uno sberleffo


ANAMORFOSI

[ispirata da un sogno
la notte del 20.11.11]

come amante
mordicchiare
lo spazio-carne

... e i denti frantumati

... e non riconoscersi allo specchio
(bambino e vecchio)


L'ALBA CHE SA DI NUOVO

Per fortuna ciò che sta per nascere è il giorno.
(Fernando Pessoa "Il libro dell'inquietudine")

la si vive nel sangue la 'nottata'

ha uno spazio aperto
l'alba che sa di nuovo
al rango della luce


D' UN PRESENTITO CHIARO D' ARMONIE

d' un presentito chiaro d' armonie

d' un trasognato dove


vivi e scrivi

-tuo credo-


tua casa di mare aperto

 

 

 

 


---







Felice Serino


Cospirazioni di Altrove




-sospensioni trasparenze echi-


2010



mistero l’Altrove
da cui si parte / di cui si è parte




miracolo d’amore – fuori e dentro
noi – la vita che si apre: cospirazioni




L’universo cospira sempre
a favore dei sognatori.
Paolo Coelo




A STEPHANE MALLARME’


tenue rosa d’albore

nel cuore fiorite di cielo



HO SOGNATO DI ESSERE TRASPARENTE

vortico in un vento
di luce

da fenditure di un sogno
spio il mondo



CONSAPEVOLEZZA DELL’ESSERE

tanto piccolo sei e disperso
come pulce sul dorso di un mulo *

ma il cuore che non può morire
infiniti universi racchiude


*da una frase di Erri De Luca
intervistato dopo il terremoto di Haiti




EMANUEL SWEDENBORG

lasciami entrare nel tuo sogno
adesso che col soffio di Dio
ne scrivi pagine ineffabili
pensieri pettinati di luce
eccelsa danza dell’aria
dalle labbra della notte stanotte
mi pare udire da un-dove-che-non-so
una sinfonia da musica delle sfere

lascia emanuel che entri
nel tuo Sogno



NELL’URLO

(mercoledì delle Ceneri)

nel giro delle braccia
le acque del mutamento – le mani
a impugnare il limite

penetrare in sé
nel profondo – eredità
di cicatrici – dove si tende
una strada nel cielo

rigenerarsi nell’urlo
della croce




UNA LUCE

non sarai tu a scagliarla la pietra
che negli anni sfasati
più d’una volta tornasti contrito
a casa anche se non ti fu
ammazzato il vitello grasso
che ti specchiasti nel fondo più nero
del nero anche se non s’udì
canto di gallo quando
tradisti la vita spinto ad un atto
anticonservativo
che infine piegato
dalla croce una luce
a forma di un angelo fu
a strapparti dall’oscenità
del tuo tempo facendoti espandere
in un’emorragia di versi e di
energia positiva
che nel viola del tramonto
fosti padre e ora nel tempo
declinante sarà forse tua figlia
che ti farà da madre




GIORNI ORFANI

piange il mio spirito
nell’usura dei giorni
orfani di poesia

la morte della Bellezza




ALBERI CHE CAMMINANO

[ispirata a un intervento di Erri De Luca per Emergency]

a Madre Teresa
e altri ‘grandi’ fino a Gino Strada


il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d’alberi
che camminano


oggi dallo scrittoio del cuore
vorrei dirti gino
che insieme a te si alzano
dalla radice del bene

alberi che camminano
anche se
quasi nessuno li “vede”: santi
di questo tempo




VOLTI AL CIELO

(ai martiri della cristianità)

1.
(testimoni –
non maestri coi loro
fiumi di parole)

vòlto al cielo colui
che grida nel deserto – l’uomo
pneumatico - *

2.
in visione celeste rapiti e
fulminati
sull’altare le mani
a benedire – rosso fiore
sul petto –
gli oscar romero della storia


* per San Paolo è l’uomo spirituale




NIENTE DA PERDERE

appollaiata sulla tua spalla dalla culla
se la pensi ogni giorno quando
ti radi o vai a letto è per
esorcizzarla o scacciare la paura
dell’ignoto
fartela amica

la morte

-essa
non dissimile dalla vita: seme
che trama nel buio
cospirazioni del nascere-

e dunque: niente da perdere
col disfacimento se oltre il fragile
apparire sarai tutt’uno
con l’immenso corpo cosmico
nell’eterno girotondo dei
pianeti
nel sorriso di Dio




DAI CIELI DEL SOGNO

precipitare dai cieli del sogno
fino all’età adulta
richiami di sapori
di voci l’odore
del mare inalare il vento
salato sibilante sotto
le porte -
gibigiane echi
liturgie
di memorie
l’iniziazione del sesso
i segreti

… cieli dell’adolescenza
passati come in sogno




IL RAGGIO VERDE

[ad Agnes (Madre Teresa)]

filtra raggio verde dalla porta
della conoscenza

accedervi con la chiave della
compassione

-anima assetata in estasi-
sanguinando amore




ABITO CELESTE

(parusia)

“tutta la creazione geme…”

1.
da sogni di vetro e
da pioggia d’uccelli sarai
risvegliato

e
di luce
rivestito

(staccato il pungiglione
alla morte)

2.
e la tua lucy? e il tuo rex?
questi un’animula non sai se
ce l’hanno

di certo gli manca il senso
del trascendente
essi non si sporgono
sulla loro morte a cogliere
il proprio profilo finito





GRAFFIO

A Giovanni Giudici
[leggendo “Lume del tuo mistero”]

graffio di demone mi brucia
seguitando sua scia di miele




SOGNO BAGNATO

[dalla parte dei traditi ed uccisi]

vedere l’angelo
della morte
entrare nel mio sogno

ed io riverso
sul selciato
lo stupore del sangue
le viscere nelle mani

“tu quoque brute”
... per mano di chi
si credeva amico





NEL GIRO DI POCHE LUNE
 

 

questo corrermi nel sangue
del transeunte l’istante
mai vissuto appieno

questo accadermi


 

COSA RESTERA’

siamo mistero a noi stessi
cosa resterà quando dopo
di noi sarà a sopravvivere
finanche l’albero
vetusto del giardino di fronte
e le suppellettili e i cari libri

… la tua la mia storia
scritta sull’acqua


 

PREGHIERA

dinanzi all’Assoluto
misericordia mi vesta
di un abito di luce

amen


 

VERTICALITA’ (AL NEGATIVO)

carpe diem epoca
di trapasso
il linguaggio i riti
stravolti (e la
famiglia? - e
la sacralità
della vita?)
“civiltà” del ludibrio
verticalità
saccente di chi
si crede dio
l’autentico violentato dal
mediatico
narciso edipo in
annuvolati cieli
ingombranti la
psiche
l’aprirsi
in essa di
crepaccio
                 -la sua
bocca ad urlo


 

IL SOGNO

(insensatezza della storia)

il sogno di riavvolgere
il film della vita

utopia – sebbene
affrancato è il cuore

dall’essere eterno
e mortale


 

POESIA ERA IL PROFUMO

nel mezzo della notte un ululato
alla luna (o mi è sembrato?)
ho fatto che voltarmi
dall’altra parte
come in un sogno lucido mi vedevo
librare oltre le nubi in levità
l’altro lato mi appariva il versante
luminoso in forma di poesia
un'armonia nel tempo perduta
essa non era che il vissuto compreso
in una bolla d’aria un frammento
d’eterno
mi espandevo su quel versante lucente
linea sottile del sonno dove
poesia era il profumo
del mare
 mare aperto


 


SEI DEL CIELO

chiedere a Dio quella protezione
che il mondo non può dare

rifugiarti a quel nido dove
Egli attende come una madre
il suo piccolo perduto

nuda allo scoperto
sei creatura nata per la terra
-ma del cielo-

dove sempiterna dimora
Compassione

 

INVERNI

quanti ancora ne restano
nel conto apparente degli anni
come relativa è la vita
incorniciati nella finestra i rami
imperlati di gelo e la coltre
candida che copre
anche il silenzio dei morti

immacolato manto
come una immensa pagina bianca
la immagini graffiata da
due righe di addio
il sangue delle parole già
rappreso mentre
è lo spirito a spiare da un
lembo del cielo












 

* * *
 










LACERE TRASPARENZE, 2009


A Flavio e Teresio, in memoria

___

La poesia allena l' "analfabeta"
ancora vergine di conoscenza
a "disincagliarsi dalla vita"
e a viaggiare dentro il mistero
(che è la somma delle verità).

Raffaele Crovi

*


E TU A DIRMI

lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua follia

e tu a dirmi: Lui
-l'irrivelato-
nasconde il suo azzurro - è
lamento amoroso

***

L' ANGELO

noi lacere trasparenze
-sostanza di luce e di sangue-
a superare d'un passo la morte

solleva l'angelo un lembo di cielo
svela l'altra faccia del giorno

***

IL LATO OSCURO

e se fossi stato
dell'altro sesso in una
vita precedente
e ne avessi perso
memoria?

(ipotesi remota dici - di certo
campata in aria) -
tendendo a tralasciare
junghiane profondità
scoprire come in un test
il lato oscuro del Sé
totale la parte
inconfessata (semplicemente
naturale) - la tua percentuale -

***

PER METAFORE

a mimare un amore
anteriore a noi si vola
nel vortice della luce

"partire è la vita"

(farfalla
di fumo)

foglio bianco schizzato grido

***

DOVE PIOVE MUSICA

[a David Maria Turoldo]

ai confini del cuore
zona rischio lebbra

dov'è l'io
luogo-non-luogo dove
piove musica

rendimi bianco
come neve delle vette

Signore

***


A RITROSO
(hikikomori)

un vivere a ritroso
le spalle all'oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate

tra l'ombra e l'anima


hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E' il fenomeno di ragazzi che vivono di "rapporti" virtuali
chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.




***
DI QUA DEL VELO

1.
onirica visione dell'eden
dove profuma Signore
di abele il tuo giorno

2.
un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma

***

L' INDICIBILE PARTE DI CIELO

indicibile la parte di cielo
ch'è in te e ignori - dice steiner
l'uomo in sé cela un altro
uomo: testimone che ti osserva e
sperimenti ogni ora:

basta che solo
un verso o poche note ti richiamino
a una strana forza interiore:
e cessi
di sentirti mortale


***

RIESSERCI

in noi con noi come un
riesserci

spessore davamo alle
emozioni

cercavamo lo stupore


e lo stupore era Dio *


* da un'epigrafe


***


BARABBA

-e gli esecrabili
delitti e la vita
tradita?
e il sangue innocente?

-non ricordo: in verità ti dico
l'Albero di sangue
virgulto di mio Figlio
il Giusto
si è ingemmato

ed espande nei secoli
le sue radici
in un abbraccio totale

***

RIEMPIRE I VUOTI

riempire i tuoi vuoti di cielo
e un angelo che ti corre nelle vene
come sangue e il bianco grido
del vento che sfiora
i contorni del cuore a smussarne
gli angoli vivi il dono
di una parola (cara
e rara non di circostanza)
corredata dalla luce di un
sorriso ad hoc

***

AUNG SAN SUU KYI

non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione

non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte

dal suo sangue si leva alto
il grido d'innocenza
a confondere intrighi di potenti

***

DI ALTROVE
[La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona.
Eduardo nel film Campane a martello.]

di Altrove
è lettura capovolta il mondo

chi ti dà
occhi buoni per il cielo
se non sai vedere

così la cieca
sopraffazione
la gioia cattiva del sangue

***

CASA DI VETRO

carne fatta velo d'aria
dalla consistenza del sogno
ectoplasma o luce-
ombra che si ricrea
questa e non altro la fragile
casa del corpo di vetro

***



CUORE TRASPARENTE

1.
non la doppiezza non l'apparire:
chi sei veramente è più forte di te

2.
fra cristalli dell'inverno è schiusa la rosa:
l'amore sai impollina la morte


***

QUEL SENSO DI...

aspettando sempre qualcosa
qualcuno - affacciato
sull'Indicibile -
in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
quel senso
di sperimento quando la vita
è una coperta troppo corta

-dove sono "io"?-

quel senso di...


aspettandomi -
aspettando di nascere


***

LIBRO

mastica piano la morte
il libro del corpo - orecchio
del cuore - : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all'ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce

***


EFFETA

di Dio il dito
la saliva il fiato

ri-fiorisce vita
in cuore
disabitato


***


NASCOSTO STARO' NELLA ROSA

finché non avrà inghiottito
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra della poesia


perché non intacchino
i veleni del mondo
la bellezza del cuore

***

VITA IN SALITA

vedersi su un piano
inclinato esistere -
sperdimento in
lunato albeggiare
su deriva dei sogni
-lama nella mente-

incrinata azzurrità
il vetro del cuore

***

LA LINEA SOTTILE

non crederlo un viaggio
interspaziale o come andare
sulla luna ora più "vicina":
è varcare la linea sottile
che divide l'essere dal Sogno
infinito l'oltretempo ai bordi
della luce ove fanno corona
frange angeliche ad accoglierti
veramente v i v o

***










IN UNA GOCCIA DI LUCE


Vedere un Mondo in un granello di sabbia
E un Cielo in un fiore selvatico
Tenere l'Infinito nel cavo della mano
E l'Eternità in un'ora.

William Blake

*


IMMERSI NELL'ASSOLUTO

come in una bolla d'aria o goccia
di luce

si ha vita
nel fiato del Sogno infinito


SPIOVE LUCE

spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria

siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?


AVVOLTI NELLA LUCE
[ispirato dalle parole in apertura,
che mi hanno tormentato per giorni]

se nascere nella morte
è questa vita
breve sarà il vagare
nella tenebra della conoscenza
per noi apprendisti dell'Indicibile
avvolti
nella luce della Parola
legati da una promessa di sangue
a Chi ci tende nei secoli
le braccia aperte in forma di croce


SIC TRANSIT...

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
a un chiodo che non regge

è diminuirsi la vera ricchezza -
arrivare all'essenza -
lo scheletro la trasparenza


DISTACCO

giungere dove ogni linea s'annulla

un brivido bianco... e sei altro

fiume che perde nel mare il suo nome *

* da un verso di Billy Collins


IN UNA GOCCIA DI LUCE

s'arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un'acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all'Immenso
allora non sarò più
quell'Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d'amore
in una goccia di luce


LIBRO SACRO

leggerne una pagina al giorno

perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa' che sia pane
non polvere nel vento la Parola


SCAVANDO NEL PROFONDO
a Giuseppe Soffiantini

rimuovere i macigni
di odio e vendetta
che tengono in ostaggio per la vita:
il perdono
un atto creativo un rifiorire
dentro: questo
lèggere si deve
nel tuo animo regale
tu che umanizzasti il tuo carnefice

tu che sai il dolore
della luce - sentinella dell'aurora



NEL SEGRETO DEL CUORE

tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne

custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni -
le coordinate dei sogni - e
l'insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti

- che tenga lontano la morte


L'ESISTERE SPECCHIATO

con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *

ma a te presente un altro
te - il Sé celeste - l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere -
un mondo in un altro

*il corpo secondo la Bhagavadgita


BARLUME

qui non altro
che un barlume di vero
dove cielo decaduto
è il cuore in tumulto
che spera anela a una riva
di pace

per acquietarsi



RI-CREARE LA BELLEZZA
A Lolek (Karol Wojtyla)

la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce

- posata sulla stoltezza
del mondo


PENTECOSTE

aleggiare dello Spirito sulla
creazione

l'Avvento: respiro
dell'Altissimo
(virgola-di-fuoco) in
fragilissimo cuore
- un angolo
di cielo


TURBINE VORTICA

turbine vortica intorno al chi sono

non altro sapere che la tua
inconsistenza

- ma a un tempo
di contenere un mondo -


IN LIVIDA LUCE DI CREPUSCOLO

sulle braccia
della Croce
ci amasti da morire

in livida luce
di crepuscolo
per compassione Tu
ti spezzasti *

... e
fioristi

amen

* verso di Ungaretti




L'INVITO
Il poeta: un vuoto
G. Seferis

e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto

parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole

la plasmi a scalpelli di luce




UNGARETTIANA

su un refolo di vento
adagio
la vita
trasognata





A CARLO ACUTIS

Morto a 15 anni di leucemia l'11.10.06
(del quale è stato avviato l'iter per l'apertura della Causa di Beatificazione)

ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
l'altra notte in sogno
nell'apparirmi mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai

-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un'infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste





STEP

pensieri distesi nel mezzodì
incendiato -
sul letto una lama
di luce obliqua e nella
mente in sopore
insieme a un pezzo
di mare

il perdurare la tua immagine
di poco fa il moto
dondolante
del corpo - fatto d'aria -


QUESTO PANE

perché lo permette ti chiedi
permette tutto questo
ti senti dire: è una prova che ti dà
"dal male trae un bene" anche se
non puoi capirlo - allora
giustificato dal Suo sangue
spezza insieme agli altri questo pane
bagnalo di tutte le lacrime
del mondo
non una briciola si sprechi di questo
dolore


DELL'INDICIBILE ESSENZA

dell'indicibile essenza -l'altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza

solleva l'angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce



DA UN'ONDA DI SOSPIRI

da un'onda di sospiri
risalire in sogno
la morte

fiorita dal grido
di albe di cenere e
fermenti di voli
nel turbinio del vento



WELBY

nel giorno acceso
in trattenuta vertigine avvolto
nel mantello del vento
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso



NEGLI OCCHI FORTI DELLA LUCE

[ispirata all'alba del 19.10.2008,
a 11 giorni dal mio 67° genetliaco]

negli occhi forti della luce
vive il paese innocente

-dove approdare l'anima
esausta
di vita dispersa-
(una
gomena di avemarie
porge l'angelo a riva)



VASTITA' DI TE SOLO
[su un verso di Ungaretti]

vastità di te solo
penetrata nei sensi:

nella tua fragilità
lo stupore
di sentirti un mondo

una “fibra dell’universo”


-IN UNA GOCCIA DI LUCE - 2008


* * *

LA BELLEZZA DELL’ESSERE

la bellezza dell’essere
è di una certa età
dipende
dal modo in cui la percepisci
quando ti commuovi per un nonnulla
scambiando un sogno per una visione
ti senti tornato bambino
lo sguardo perso ad inseguire un volo
non temi l’ ignoto
quando in vita ti sei ben speso



SULLE RIVE DEL MISTERO

ciò che non appare mistero
neppure è bello *

fragile come i sogni
spaesa il cuore
di là del mare

tutta
una vita –
… finché lo spaesare
non si adagia
sulle rive del mistero

* frase presa in prestito dal mio amico
pittore-poeta-critico Andrea Crostelli




MAYA

il di qua dice l’asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno

sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito

non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra

si è dunque
del cielo o anelito
d’infinito ancor prima
del primo respiro?

- certa è la fiamma che dentro
ci arde – sottile -


IN SOGNO RITORNANO
[ispirata nella notte del 25.3.07]

in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
per cui accorato in segreto piangi

si affaccia nel tuo sogno bagnato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti

emerge dai fondali
dell’inconscio dove naviga
il sangue e tu
disfartene non puoi


INSOSTANZIALE LA LUCE

insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)

luce verde della memoria
scuote la morte:

il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile


UNA VITA
(a Jung)

perdutamente
dei sangui
l’aprirsi d’echi
su cieli
anteriori
lo spazio
d’un grido


PREVITA

cosa saremo ora non sappiamo
bene ci conosce il Demiurgo già
in mente Dèi eravamo prima
della creazione pur senza saperlo
ingabbiati come siamo in questa vita

puro anelito di spiccare il volo



EVOCATIVO

come in una bolla d’aria

si ha vita
dentro il fiato
di sogni sgretolati



RICORDA
[ispirandomi a David Maria Turoldo]

sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina

ma sei
a m a t o

immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia

ritorna a volare:
ti attende la madre al suo nido

ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza

nato
per la terra
da uno sputo nella polvere



LACERA TRASPARENZA

insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza


sostanza di luce e silenzio

sapore dell’origine

fuoco e sangue del nascere




ALLA FINE DEI TEMPI

“Per risplendere devi bruciare” – John Giorno

deve il maligno consumare
il suo fuoco - stravolgere
la faccia del mondo
fin quando uscirà di scena

la vita: “la vita può andarsene domani” *
- cerchio breve che si chiude

la consolazione per chi resta?
aspettarsi alla fine dei tempi
un radioso trapasso:“ch’io
non resti confuso…”


* verso di Paolo Bertolani


QUALCUNO MI CONOSCE

somigliano i sogni
a queste nuvole a stracci

mai come ora
ho bisogno d’un gancio
per appendermi al cielo



LONGEVI

brindano al mistero della vita
forzano le porte
della sera – vedono oltre
dove altri non vedono: per loro
il sognare non ha più fine:
hanno occhi
lavati con acqua celeste


UN SOLO RESPIRO

la porta stretta –
dove macera amore

(nell’oltretempo risiede
il Verbo e
il suo cuore-battito
d’universo)

a un solo
respiro si tende –
oltre un tempo
di transizione


IL PARADISO SE AMIAMO
(sentenza facile con versi facili)

[ispirata la notte del 2.9.07]

(il grido dell’afflitto
anima sparse stelle)

terra è dolore il cielo amore?
l’inferno ce lo facciamo noi

terra è pianto?
il cielo canto?

il paradiso se amiamo
è già qui



NELLA DANZA

quando ti adagerai nella tua ombra
e avrai già l’inverno nelle ossa
esulta perché sarà l’ora
d’essere trasfigurato
pervaderai con una particella
di te ogni cosa
l’anima si confonderà con le stelle
allora entrerai nella danza
nel Signore della danza



ENTRARE NELLA LUCE
[ispirata nel dormiveglia il 2.10.07]

1.
leggere sull’acqua
lettere storte
camminare nel mistero a volte
con passi non tuoi
“sei condotto là dove non vuoi”

2.
essere e proiezione
del Sé
(per speculum in aenigmate):
nella parusia entrare nella luce
goccia che si frange nel sole
- che contiene un mondo





IL SOGNO E’ UN’OASI

1.
un grande desiderio di azzurro
urge nel sangue
senza più odio e dolore
solo amore –
un arcobaleno di amore

2.
nella notte dell’anima
acceca il bagliore della lama
dello sparo – “caino dov’è
tuo fratello” –
ancora e ancora
l’assordare
dei martelli che inchiodano al legno

3.
è il sogno un’oasi di pace
nel cuore devastato

… non si tende alla bellezza?


SE CI PENSI

capisci quanto provvisoria
è questa casa di pietra e di sangue
dove tra i marosi il tempo
trama il tuo destino di piccolo uomo?

se ci pensi:
quale enigma ti sovrasta
mentre la vita non è che un batter d’ali

- e tu immagine
passeggera dentro gioco di specchi
copia sbiadita riflesso del riflesso -

ci sei ma non ti appartieni
sebbene all’esistere
ti attacchi come ostrica allo scoglio

mentre ti ripugna
il disfacimento lo scandalo
della morte il salto nel vuoto


MONDO
(contro le guerre)

freddo incanaglito la tua iniquità
è specchio che deforma
la bellezza del creato

tu esperienza della ferita
col poco amore che ispiri
ci lascerai incastrati
tra questa e un’altra dimensione?

mondo: piaga e grido
dell’uomo incompiuto
vòlto al cielo


io ti detesto - mondo


MOMENTO
ad Angela

[ispirata in dormiveglia il 28.10.2007,
a 48 ore dal mio 66° genetliaco]

torpore:
velo di tenebra sugli occhi
mano che ti muore nella mano

ed è bellezza anche questa:
minimo ritaglio dell’eterno


A SPECCHIO DI CIELO

a specchio di cielo
il tuo coniugarti
corpo-amore
albero che veste
primavere
grido
di terra
benedetto -
fonte di luce-vita
corpo-amore


ANELITO

rinascere dal cuore

come una fortezza
il peculio di pena ha elevato
il silenzio al rango della luce


SU UN VERSO DI PESSOA

prolungato sopore
postprandiale

di felicità effimera
brucia il tramonto in un volo
che si perde dietro l’ala
del palazzo ottocentesco – fino
a che arriva lo sguardo…

(apparizione in sogno o forse
déjà vu?)


dove ha fine la vita
“è solo la curva della strada”


da "LA BELLEZZA DELL'ESSERE", 2007



* * *







Ancora la vita
come fosse un altrove
da abitare nel sogno

Elio Pecora



SE QUESTO MONDO

se questo mondo ti ha forse
deluso è perché ho lasciato
che ti perdessi e dal tuo
vuoto mi tendessi le mani

su me che sono Altro
roveto che arde e non consuma
scommetti pure la tua vita

non vergognarti di me che sono il giorno

ho offerto il mio Essere
carne e dio
al supplizio del legno
mia rivincita d’amore

sono il mattino che ti coglie
cuore di madre




LETTERA (frammento)

non angustiarti se non sai pregare
se preghi con la testa tra le nuvole

lo fai e bene se spandi
su foglio metafisica luce

e il soffitto ti si fa cielo





E’ IN TE NELL’ARIA

è in te nell’aria
sottile la senti la mancanza
di vita piena
come applaudire con una mano sola

ma è regale regalo
questo rapido frullo
d’ali
atto d’amore
non affidarlo nelle mani del vento

sii àncora
gettata nel cielo



E’ VELO CHE CADRA’

1.
è velo che cadrà
la carne

2.
rendere fruttuosa la morte
perdendo la vita

(rovescio
dell’io tra nome e senza nome)

3.
ma è l’amore che mi sceglie

(nudo
alla luce)

4.
ho sognato d’essere trasparente



VISIONE

imbevuto del sangue della passione un cielo
di angeli folgora l’attesa vertiginosa
nella cattedrale del Sole dove ruotano
i mondi
è palpito bianco la colomba sacrificale





QUEL SORRISO
a R.

oltre lei forse fra le stelle
dura quel sorriso che nell’aria
ti appare ora sospeso come fumo

lucido incanto il tuo
sperdutamente altrove –
l’ha disperso il vento





VERTIGINE DEL VUOTO
[leggendo E. M.Cioran]

sognandosi al di sopra dei precipizi

le vene cariche di notti
carpire qualche vertigine all’Abisso





ELEGIA DELL’ULTIMO GIORNO

ormai è passata come tutte
le cose dell’aldiqua prendila come
un sogno anche se sogno non è
questo nell’ultimo giorno avrò da dirti
fratello a me nella carne e nello spirito
marchiato a fuoco
ma tutto questo doveva accadere ti dico
perché “si compissero le scritture”


ora m’incolpi del mio silenzio e
Tu dov’eri mi chiedi quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci in verità
ti dico Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda
“quando avete fatto queste cose ad uno
di questi piccoli l’avete fatto a me”

anch’io in sorte ho avuto una croce la Croce
la più abietta la benedetta
anch’io ho urlato a un cielo muto e distante
Padre perché

perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto



DAL DI FUORI

1.
precipitati da un primo
mondo di luce indivisa –
essere qui e insieme
altrove

dal di fuori il pulsare
dell’universo
impregnato di dolore e di canto

2.
questo dolore questo
canto: ne siamo
l’essenza

siamo volti che galleggiano
sulla superficie di un sogno




RISVEGLIO

tra le pieghe della storia
c’è satana
che strappa
le più belle pagine di poesia

un giorno i morti
risvegliati
da pioggia d’uccelli
le ricomporranno
in musica celeste




SOSPENSIONE

un camminare nella morte dicevi
come su vetri non conti le ferite
aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio

riconoscersi enigma dicevi
di un Eterno nel suo pensarsi




SCONNESSIONE

pensavi guadagnare la chiarezza?
la vita imita sempre più il sogno
nelle sconnessioni avanti con gli anni

ti coniughi ad un presente che s’infrange
dove l’orizzonte incontra il cielo:
e ti sorprendi a chiederti chi sei
oggi da specchi rifranto
e moltiplicato
mentre il tempo a te ti sottrae




SPERDIMENTO

silenzio-ombelico di luce

(le ombre corte l’aria
incendiata)

affondo in vertigini di cielo

… unforgettable…

le uve
dei suoi occhi ad addolcire il sangue

nello sperdimento
del tempo che si sfoglia

quest’ora squama
il mio cuore di paglia



ALZHEIMER

dello stupore della vita
egli non ha memoria
né dell’infanzia
né di un amore
ora intagliato
in una finestra
consuma giorni in attesa
che gli si sveli
il paese della meraviglia –
dove la mente
come un sole si e s p a n d e



“LA VITA… E’ RICORDARSI DI UN RISVEGLIO”
[leggendo Sandro Penna: una cheta follia, di Elio Pecora]

sotto un mutevole cielo chiuso
nel tuo grido di diverso

cresce la luce a cui vòlti
le spalle: voglia di sparire
dentro un sogno o restare
nell’ora dolce dei vivi

- mosca impigliata nel miele



LASCIATE CHE SOGNI

lasciate che sogni il paese
delle più dimenticate musiche
dove vibra la segreta stella del mio sangue
il paese del Tutto dove nel tutto esisto
senza limiti
in una infinita danza dove sono la danza



LA NOTTE LATERALE

unghie crescono nella morte

il gravitare dell’ombra che
ti segue a lato - questo
sentirti enigma vederti
nel sogno moltiplicato
da una vertigine di specchi a
scalare la notte



MORIRE A RITROSO

amiamo ciò che passa legati eppur distanti
a corpi di carne mentre il tempo scava lento
per noi e per la morte che buca la notte
è un morire a ritroso finché si esce da questa
vita da questa morte



PREGHIERA

spogliami Signore da questa morte che mi veste
lasciami rifugiare come un uccello bagnato
nel tuo dolcissimo abbraccio di madre
che racchiude il respiro degli oceani il poema del vento
che è onda di suoni e soavissimo amore
fa’ che nello specchio del cielo
mi pervada l’angelica ebbrezza
del girotondo planetario non prima che quest’anima
indegna si lavi nel sangue di tuo Figlio



L’ESSENZIALE

arrivare all’essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta - un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)

così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all’Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto
famelico –
quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra



NON POSSIAMO CONCEPIRE

non possiamo concepire come
chi ci ha lasciati
in un fresco mattino di settembre
ci appaia più grande si espanda
corteggiando le stelle
questo è parte del mistero
non dover essere ma essere-di-più
in pienezza
e perché poi ti sconcerti che l’io
debba disintegrarsi con la sua
tronfia ruota-da-pavone
quest’io a cui credi appartenere?



NEL BUCO NERO DEL GRIDO

nel buco nero del grido
s’attorciglia
la spiralante
vertigine di munch



LA PARTE CELESTE

vera rivoluzione sarà
l’oltre: mi sveglierà
nel sole in un paese
innocente *– il cuore
s’irradierà di gioia
piena nella vertigine
della luce – ricongiunto
alla parte celeste
puro tornerà alle
origini – perso e
ritrovato –

al seme della meraviglia

* da un verso di Ungaretti




AD ALTEZZE SEGRETE
(volontariato)

sperimentare l’Indicibile

spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto
ad altezze segrete


sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita –
lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso



RAMMENDI AZZURRI
(per il 25° anniversario di matrimonio)

in braccio al vento
questo giorno dai rammendi azzurri


da DENTRO UNA SOSPENSIONE, 2006



* * *



ARCHETIPI O LETTERE CELESTI

sulla pura pergamena
della sostanza primordiale
tutti i pensieri lo Spirito scrive
con l’inchiostro luminoso
della divina emanazione: nel Libro
dei libri sotto forma di archetipi
o lettere celesti si trova tutto
quel che fu è e sarà



POESIA COSMICA

io-non-io:
lasciare che mi superi
la luce

sentirmi espandere
nell'amore
infinito sparso per il cielo



ROL

nel giro
di una luna ti sognerò levarti
da orizzonti
di fuoco su cavalli
d'aria
dipingere arcobaleni
coi colori dell'amore



MIO SANGUE ALATO

tu come un’esplosione
all'aprirsi del fiore –

vita: mio sangue alato

lascia che m'incenerisca
per rinascere adamantino
nell'aria come fenice
lascia che della luce
della tua saliva
fino al cuore mi bagni

ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato…



SPRAZZI DI PACE

spiove dal cielo una luce
di stelle gonfie di vento – quasi
provenisse dall’oltre

nel cuore un aprirsi
di sprazzi di pace: vedermi
in tutto con il mio sognare –

il vissuto la vita
sognata



L’OMBRA

negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce – se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?

pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà

che estinta con l’ultima sua luce
rientrerà nel corpo-contenitore
unificata con la terra – senza un grido
tutt’uno con la morte –
senza perché – solo ombra



IL PECULIO DI LUCE
(a Simone Weil)

1.
(occhi come laghi
abbracciano da eco
a eco fremiti di vita)

ha mani che sfondano muri
di solitudine – amore

2.
germoglia grido di luce
da nuovo dolore



SIESTA
[entrando in un sogno lucido con la visione dilatata
di gatta che si stiracchia]

le fauci spalanca la natura animale in enorme sbadiglio
della tigre di blake a ricordare la geometria felina
dinanzi agli avanzi della sua preda sanguinolenta
nella solitudine lucente tinta dalla cenere rossa del tramonto
pancia all’aria nella conca del sole occhi socchiusi impastati
dell’ultima luce in un tempo sospeso un silenzio
che disegna l’atavica forma aperta del grido



NEI MIEI SOGNI

nei miei sogni ricorrenti il mare
ne attraverso lunghi tratti io che appena
sto a galla – altre volte mi trovo
in viaggio (nave/treno) o mi vedo nella
casa giù al paese a tavola
coi parenti che mi ricolmano fino
agli occhi e mi accorgo che sono in ritardo per
il lavoro ora nemmeno più ricordo dove
ho parcheggiato scendo di corsa salgo
scalinate eccoli i miei morti i parenti
sorridermi mai che mi dessero
numeri

(ora non sogno più a colori
vividi né di librarmi come
falena contro il soffitto)



CREATURA

mi godo la luce
come farfalla
sul palmo della tua mano

Signore non posso
che offrirti il mio niente –

fragile creatura
ti devo una morte



PARVENZA D’AMORE

pietre ancora calde di sole
con la luce che vuole morire al giorno
una virgola di amore ti è rimasta negli occhi
come sangue rappreso (nelle vene del tempo
è sospensione questo palpitare che si fonde
col silenzio del cuore)

come un olio è passata la luce sopra il dolore –
pseudoincarnazione di un sogno –



HA MEMORIA IL MARE

1.
la forma del vento disegnano
rami contorti
voli
di gabbiani ubriachi di luce
a pelo d’acqua decifrano tra
auree increspature le vene del mare

2.
interroghi sortilegi nella
vastità di te solo
ti aspetti giungano da un dove
messaggi in bottiglia un nome un grido
ha memoria il mare
scatole nere sepolte nel cuore
dove la storia
ha un sangue e una voce




SPAESANO LE ORE DEL CUORE

i primi turbamenti i morsi
dell’amore – luce
d’infanzia come sogno scolora
dove l’orizzonte taglia il cielo

spaesano le ore del cuore
nel giorno alto



ANANKE

più a morire che a nascere a
volte – un colpo e via è preferibile
dici ma anche la pianta si
ammala e soffre in natura si sa
tutto soggiace a legge:
la
supernova che collassando si fa
buco nero e noi
mortali…



GIOCO DI SPECCHI

l’ambiguità è forse nel sogno
mentre vivi e ti cammina a lato
un altro te – insospettato

allora è sogno la vita? o
riflesso copia sbiadita o
gioco di specchi in cui
ti chiami e ti perdi…



ROSA D’AMORE

letificato d’amore angelicato fiore

si schiude la rosa
fra cristalli dell’inverno



A RISALIRE LE ORE

non resteranno tracce
dei giorni solo parole
scritte sull’acqua

a risalire le ore
del sangue
il vortice del vuoto: solo le stimmate
parleranno
dell’amore che hai dato



ANCHE A META’ UN SORRISO


(anche a metà un sorriso
è terapeutico:
sprecato è il giorno senza
la sua luce)

fare anima aprirsi
al nuovo come cercare
un tesoro con occhi tornati
innocenti

coltivare la
meraviglia il bambino che
è in noi unico
filo rosso



STANZE
[ispirata leggendo Il corponauta – appunti di viaggio di uno spirito libero,
di Flavio Emer]

io pensiero dilatato
a spolverare le stanze dell’oblio
sulle pareti la memoria
ancestrale
metteva in luce emozioni dipinte
su volti che furono me

rifluiva dai bui corridoi
degli anni il vissuto
a imbuto
mi perdevo come in sogno
nell’abbraccio di quelle figure che
accendevano il mio sangue



PER SPECULUM IN AENIGMATE

chi sei: quale il tuo nome nel registro
della Luce quale la tua figura
inespressa

questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli di cui non è memoria

…caduto
il velo il tuo Sé faccia a faccia

un ri-trovarsi:
moltiplicato



LA SUA LUCE DI MILLE SOLI

ci accecherebbe la sua luce
di mille e mille soli
se solo potessimo
vederlo con occhi di carne

Lui l'absconditus
l'Indicibile dalle
Ali di Fuoco - l'Uno
dai molti nomi

Colui
che indossò una carne (e
la sua carne vestì una croce): che
per sollevarci
si fece bambino e ultimo



LE TUE POESIE

sono astruse dici parlano per lo più
di cieli e affini mai di quaggiù – lo
ammetto ma ti pare siamo solo di terra e
non fatti d’infinito e di mistero o
materia dei sogni come il cuore sente?
farsi d’aria e parlare col cielo non
insegna forse a vivere in terra?
a riscattarsi da debole carne?



ACQUE

1.
acque uterine dove sognammo di nascere
oceano circolare mare
di nostra madre

2.
lavàti
con acqua e sangue - fonte
battesimale seconda nascita

3.
acqua è porta
acqua è Vita
venite a me
Io vi disseterò

…camminava sulle acque
coniugava le forme dell’acqua

“oceano circolare mare / di nostra madre”: versi adottati
da Jean Debruynne, L’acqua battesimale



IO-UN ALTRO

questo sentirmi diviso: e
non riconoscermi come
il fuori del mio dentro:
convivere con gli umori
di un corpo di morte


IL MONDO LE COSE DEL MONDO
a padre Pio

il mondo le cose del mondo
ci devono scivolare addosso
come acqua – dicevi
mentre era un sorriso
interiore a illuminarti –

guaglio’:
la casa del Padre è in fondo al tuo cuore
ma è il cuore
un campo di battaglia: a ogni giorno basta
la sua pena –




FRAGILE FOGLIA

e nel momento del distacco
l’io si farà fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di vento



NELL’ABBRACCIO DEL MISTERO

terebrante luce: intima
ferita celeste

(la sfiorano
le balsamiche dita
di Amore)

nell’abbraccio del mistero
farsi trasparenza
espansa
percezione di sensi


da IL SENTIRE CELESTE, 2006



* * *









LA TUA POESIA

quando un capriolare nel mare prenatale
ti avrà fatto ripercorrere a ritroso
la vita (tutta d'un fiato) azzerando l'Io
spaziotempo -
allora leggerai la vera sola poesia aprendo
gli occhi sul Sogno infinito: la tua
Poesia cavalcherà in un' albazzurra i marosi
del sangue fiorirà negli occhi di un'eterna giovinezza



ANGELO DELLA POESIA

librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue

io-non-io: in me ti trascendi e sei

d'ineffabili alfabeti s'imbeve il nascere delle mie aurore



TECNICHE DELLA MORTE

atomi di solitudine
abbandoni / distacchi / fini
assaggi di morte
le morti figurate i
suicidi/omicidi camuffati
la notte blu dell'anima
morte presente dalla nascita
morire porta sul nascere
emigrare di forma in forma
o Dieu purifiez nos coeurs
ora e nell'ora della nostra morte



LA VITA INESAURIBILE

la mente in stand-by (fuori da un mondo
parallelo) - ti culla un canto
d'alberi e di cielo
assapori per poco ancora
il tepore delle lenzuola: ora
senti la vita che entra in te: ti scorre
dentro come un fiume
(batte rotondo nel sangue il tuo tempo -
ti senti in comunione col sole):
adesso che afferri
vita - più vita - nemmeno t'importa
di un corpo che sarà preda
del disfacimento



ANGELI CADUTI

fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete

ora non sanno più chi sono

presi nella ruota del tempo
mendicano avanzi di luce - curano
le ali spezzate

per risalire nell'azzurro



VENTO DI MEMORIE

è salamandra
sorpresa immobile
che finge la morte
due braccia schiuse a croce
cielo di carne vento
di memorie la vita

ora sospesa

finché spunti
la trottola il suo perno *

* verso da Montale


LA FORZA GENTILE

Dio è paziente: ha sogni
per l'uomo infiniti - frutti
immarcescibili
(centro del cosmo: non è
il suo un giocare a dadi)
egli visita le nostre
piaghe - manda angeli
a spazzare gli angoli del cuore
(suo disegno è
la Bellezza)
la sua forza è gentile



I LATI DEL VOLTO

tra reale e apparente l'ovale
del volto che ti guarda dal fondo
dello specchio di un locale fumoso -
il non poterti vedere come gli altri
ti vedono - l'altra parte di te l'inespressa
forma che puoi immaginare assumere
nell'aldilà - (scorgerti di spalle o
spiarti di sbieco è perverso
gioco di hyde - incontro con l'Ombra)



IN FONDO AGLI SPECCHI
(a J. L. Borges)

in un moltiplicarsi di specchi (fuga di
nascite e di morti)
imprigionata è la luce
dei tuoi déjà vu -
s'odono se ascolti i sordi
tamburi del sangue
in fondo agli specchi dove si
legge l'eterno ritorno (la vita
ci misura) - lì è il centro il mondo
rovesciato: il tuo aleph -
la chiave l'enigma



ONNIAMORE

accettare di farsi
trasparenza (libro aperto)
lasciarsi attraversare
dalla vita - da morte-vita (rosa
e croce) -
da Colui-che-è: l'Onni
amorevole

di fronte all'Assoluto

...immersi
nell'Assoluto –

quando il R a g g i o
assorbirà le ombre



SOSPENSIONE

tempo elastico
passato < presente > futuro
gli orologi molli di dalì
tempo-sospensione l'aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non-tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale



NEL SEME DELL'AMORE
a Tagore

ascolta
...non senti urgere vita più vita
nel seme dell'amore che
aspetta di esplodere in un abbraccio cosmico?



VITA IN NUCE
entrare nella
morte-vita (sangue del pendolo /
tempo-maya con occhi
di luce)
                capovolti

"vivo"
               è nell'Oltre: cuore
                 del sole abisso
                   di cielo - antimondo



A

1.
vocale
in sospensione come urlo
muto - il bianco
dell'urlo
il nero
di rimbaud

2.
ritrarsi del
fuocosacro a un
vaneggiare di gole
spiegate /
scimmiottanti maiacoschi



COGLI IL MIO MORIRE

cogli il mio morire tra una
radice di sangue strappata e un'altra
appena nata dal suo grido



GANDHI

miracolo il sorriso
interiore
mentre il mondo ti ringhia addosso

ti offri s'apre una rosa
di sangue

nel Cielo un canto d'alleluja



VERSI ALL'AMORE

irradia un sole il mio cuore
che vuole incenerirsi
nelle tue braccia
ove la Bellezza delira

il tuo sguardo s'instella
dove comincia il cielo
anima bella
farfalla imprevedibile del volo



PARUSIA
(nell'ultimo giorno: scaduto il tempo osceno)

sporgersi sull'oltretempo ai bordi
della luce
presenze
evanescenti in chiarità
di cielo: farsi
corpi di luce


INFANZIA

Eravamo nell’età illusa
Eugenio Montale

la tenerezza dei giorni verdi
sparpagliati
nell’oro del sole appesi
alla luna

il papà dalle spalle
larghe come la volta
del cielo

quel sentirsi dèi – quasi
alati senza peso – e
non sapere la vita


Innocenza nostalgia del paradiso



ADOLESCENZA ASPRI SAPORI

adolescenza aspri sapori
occhi belli fieno nei capelli
alle spalle della notte
fuggire nello schiaffo del vento




NEL PERDURARE LA LUCE

le ore arroventate: erano
estati lunghe a morire

le corse pazze le ginocchia
sbucciate nel perdurare la luce:

ancora un mordere
la sanguigna polpa del giorno - ricordi? –



IL NULLA LUCENTE

in ka* nulla è casuale
credi morire non è farsi
pietra e silenzio: è grido
liberato pietà che vede -
ruotare
su cardini rovescio
del guanto - essere
sogno? luogo-non-luogo ubiquità
e s p a n s i o n e : lacerante
biancore il nulla lucente **

* ka: il "doppio" incorporeo dell'io
** P.P.Pasolini, da Poesia in forma di rosa



GRAVIDE DI LAMPI

la luna piegata sui miei fogli
compone queste lettere
gravide di lampi
tagliate nella luce
assetate
nel supplizio dell'inchiostro
vibranti
su pentagrammi di sogni



SEI LUCE SEI FUOCO

presente a te
chiamami Amore
la bocca colma di luce
sei fuoco
antimondo
chiamami a un silenzio di giardini
grumo vortice d'astri

presente a te
fuoco-luce chiamami
da un mondo di vetro
Amore fai ciak




POESIA ONIRICA

il sogno sfoglia
spirali di memoria
al lume di luna
disegna
il sonno delle rose



LA LUCE GRIDA

la luce grida aprendosi
uno spazio nel cuore



UN VERSO SALVAVITA

un verso salvavita ti bagna di luce
nell'orfanezza del Sogno



FIGURA

indiafanata da un vento di luce
sei immagine di sogno che svapora
in un cielo di cobalto



POESIA

scavare nascere nel bianco - parola
intagliata nel cielo del sogno - è
come estrarre sangue dalle pietre

(ecco forbici di luce
sfrondarti):

la pagina è tuo lenzuolo
mentre in amplessi
cerebrali muori-rinasci

(da un luogo puro giunge questo sole
sulla pagina)





ZEN

(non
studiare il taglio
di luce come l'artista)

non scegliere:

lascia
che sia fa il vuoto
fino
a essere e non essere



SONO DEL CIELO

sono del cielo
fuori dal suo azzurro

circumnavigo
psiche

abito la morte di me stesso
insieme a tanta vita



CADUCITA'

il tempo è uscito dal calendario
in un balenìo
di stagioni e amori svolando
obliquo
nel sole con ali d'icaro



A META' DEL SUO CORSO LA NOTTE

a metà del suo corso la notte
inghiotte l'ultima luce - rende
suoi ostaggi i corpi

su un mondo immateriale - più nostro -
il sogno apre il sipario



SOGNO DI ME

io non io esisto
di qua di là dello specchio (una
distanza mi separa: come
fossi da un'altra parte): vivo mi
agito dentro un sogno
lucido: Sogno di
me - creatura di sabbia




VOLI A SOLCARE L'INDACO

(voli a solcare l'indaco
staccandosi dal tramonto)

ti sveni come questa luce -
dai muri diroccati
dalle feritoie a spiarti
gli anni spogliati nel cuore:
l'infanzia che rimonta
dentro te come un sole (il sangue
sparpagliato nella luce):
l'esplodere dei sogni che aprivano
i mattini - l'innocenza
negli occhi di pianto
di quel fanciullo col suo aquilone -
sparito nel profondo azzurro...



MOMENTO

1.
una folla di stelle:
la stanza si riempie di cielo
come quando
in un punto
dell'eterno palpitò la mia essenza

2.
biancore irreale – carne-e-
cielo l'Io nell'oceanosogno
è guardarsi cadere
nell'imbuto fuori del tempo

fino all'attimo
prenatale alla luce del sangue



VISIONE: M'INONDO' IL SOGNO
(leggendo Jung - Storia del simbolo)

(luce che cresce il grido
della mandragora
l'albero capovolto)

...fuggii negli specchi
sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo

vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri

coi segreti del vento la musica
delle sfere

il mio sangue confuso col cielo
della memoria


...precipitato nella vita



da LA DIFFICILE LUCE, 2005


* * *


CIELO INDACO

confondersi del sangue con l’indaco
cielo della memoria dove l’altro-
di-me preesiste – sogno
infinito di un atto d’amore



DENTRO UNA SOSPENSIONE

forme-pensiero dilatò
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte – col terzo occhio - in un
capriolare all’indietro di dolce
vertigine – fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell’immenso corpo cosmico




AZZURRE PROFONDITA’

la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi (il foglio la mano un
vuoto)
mi levo dal sogno bagnato
di luce




SONO UN MISTERO A ME STESSO

da me una distanza mi separa:
attraversa un incendio
la carne: per farla d’aria – vitreo
sperdimento

mistero a me stesso

e il mondo m’è fuoco dipinto *

* verso da M. L. Spaziani




DOPPIO CELESTE

entrare nello specchio: esserne
l’altra faccia:
uscire dal sogno di te stesso
apparenza di carne tornata pneuma:

ri-unificarti col tuo doppio
celeste: il-già-esistente di là
dal vetro: tua sostanza e pienezza



TRA ONIRICI LAMPI

tra onirici lampi
ride la tua immagine d’aria
intagliata nell’ombra del cuore



I FUOCHI DELLA LUNA

coi fuochi della luna bivaccanti nel sangue
baluginare d’albe e notti che s’inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare di
creatura celeste che a lato mi vive
nella luce pugnalata



PAESAGGIO INTERIORE

segreti cosmici ha il sangue: sperimenti
il mondo immaginativo nuotando
nel sangue come un pesce –
abitando le stanze dei nervi – leggendo
la geografia delle vene:

ti sintonizzi con la danza
delle molecole: sei nella danza: la danza

la circolazione
sfocia nei sensi: emerge un mondo
ispirato – da musica delle sfere –



FUNZIONE DEL CORPO

1.
fatto di polvere stellare
corpo-immagine / specchiato narciso
corpo-mito venere da spuma
corpo-amore corpo-fame
corpo-terra

2.
corpo vissuto come ferita /
desiderio / vita che non demorde
(corpo sacco dell’anima)
visto come mo(vi)mento/esperienza
(carta assorbente)

3.
corpo unico
irripetibile
primavera del corpo

3.a
(“si sveglieranno ed esulteranno”
Is. 26, 19)



LA DIFFICILE LUCE

esistere nel mondo: l’Essere
decentrato estraneo a sé
(lobotomia della propria
Immagine interiore –
da dispersioni di Energia
cristallizzati aneliti in un cielo
strappato voci
spezzate sul nascere)

rimanere in essere
incapsulati in una vita ch’è copia
sfocata dell’Originale:
diminuzione vita
a metà

pure:
zampillo d’acqua viva
dall’Io subliminale

la difficile luce



GRIDO IL MIO NOME

s’invertigina l’essere a
mimare la morte
(l’io avvitato in enigma
da koan):
non mi conosco non so
chi è l’essere che è me – buco
nero o anelito sulla
bocca di Dio – perduto io grido
il mio nome nei crinali del vento: discendo
nel mio specchio attendo
una nuova nascita



ANANKE

1.
luce/ombra le mie due metà
tendo all’Uno all’androgino
rapito dai vortici di
Splendore
(dalle Sue Ali di Fuoco)

2.
è l’io la linea che mi divide
in grovigli di vene (avvolto
nella camicia di nesso degli istinti)
sussistono tutti i contrari
--------- un tiro alla fune

finché non si frantuma il mio corpo
di vetro



PORTARE SE STESSO COME UN VESTITO

1.
processo è la vita stessa
il soggetto si racconta

1.a
da acque amniotiche
(da matrice atomica)
gettato dentro il mare-mondo

2.
l’io: tantino diversi: io-
metamorfosi
(voci di dentro)

2.a
io sospeso spasimo io qui-e-ora
io fatto vertigine e sogno
(stato di trance
un esistere in limine)

2.b
io-onda io moltiplicato
da specchi e pure a sé ignoto
io mancanza vuoto
di braccio amputato

AZZURRO

passaggio dal
nero al bianco
l’ascendere alla luce
azzurro quello delirante
di mallarmé la vocale
o di rimbaud
la rosa azzurra
azzurro: tutto il cielo
negli occhi
azzurro manto
di Maria



VIA LATTEA

cammino luminoso scala che unisce
il mondo dei morti a quello dei viventi:
a una estremità la costellazione
del Lupo – Antares – sorveglia
l’entrata nel regno dei morti – all’altra
quella del Cane – Sirio – apre
la salita del cielo e guida
i naviganti: è la stella
Maris – la stella del mare e la stella
di Maria



VITA

lascia che m’incenerisca
per nuovo sorgere
adamantino
nell’aria secca del fuoco
lascia
ch’io mi bagni fino al cuore
della luce della tua saliva

voglio sentire il mio essere
avvolto nel risucchio
del tuo imbuto cosmico del tuo vuoto affamato



L S D

nella magnetica notte allucinata
a vivere la tua morte urlata
anima infeconda strappata alla
pseudoincarnazione di un sogno:
parvenza d’amore immagine
accartocciata mortale

LA SERA BLU HA OCCHI DI TIGRE
(a Hemingway)

aureolato di fumo

ma dove va la vita
morte tenuta in vita che fluisce
con te o senza di te

per compagnia una bottiglia e una donna che
almeno per stanotte
ti allentino il suo morso
ti richiudano questo strappo infinito

(domani chiuderai la partita)

Hem
per gli amici

occhi in liquido cielo
capovolto



LA VITA NELLE MANI DEL VENTO

palpebre d’aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d’ombre
annegano il grido
dell’anima giocata a testa e croce



COME SOSPESI

è perdersi nelle stanze arimaniche
progettando vite in copia carbone
questo disconoscerti poesia
autenticità spolpata da virtuale e stress

è come stare sospesi nello sporgersi
da delirante vetta interiore l’aprirsi
di crepaccio la sua bocca ad urlo



PAROLA

erlebnis del phonema –
conchiglia
d’aria – sul mare della memoria

una stella di sangue è il sole della pagina

parola – tua preda o forse
tu preda della parola

amore zenitale

le nozze del fuoco



SOGNO
a Dino Campana

si librava lo spirito nello
splendore di quel sorgere:
si chinava
il Sole a baciare la
sua storia: a
rischiararla tutta – in un istante

l’anima del
poema mai concepito
s’imbeveva di alfabeti
ineffabili –
galleggiava in quella luce
bianca



IQBAL
in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
portavoce dei diritti dei bambini lavoratori, ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995

come un bosco devastato
intristirono la tua infanzia
di pochi sogni

tra trame di tappeti e catene
ancora grida il tuo sangue nei piccoli
fratelli – il tuo sangue che lavò la terra

quel mattino che nascesti in cielo – dimmi –
chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
per appenderlo ad una stella?




A DAVIDE
morto a 17 anni il 16.4.1995, domenica di Pasqua

ti videro rimbalzare come un fantoccio
contro il parabrise

eri la loro preda
di turno: sul collo il fiato
di quella banda di cani armati di mazze

(arancia meccanica
una domenica pomeriggio
quando le ore si dilatano e
la città è una giungla)

sui tuoi sogni si era chiusa la Notte

ti ho rivisto all’obitorio: sentivo
il tuo corpo astrale aleggiare
su quei resti e palpitare un intero
universo nei tuoi occhi di vento: Davide
non più diviso tra terra
e cielo: in te racchiuso il Segreto

[Nota – Davide e il piccolo Iqbal sono affratellati dallo stesso destino:
una tragica morte avvenuta lo stesso giorno, mese e anno, domenica di Pasqua.]



NELL’INDICIBILE

tu dici è scandalo la morte ma può
esserlo la bellezza perduta del fiore o
della farfalla che vive la luce di un giorno?

dietro il velo dell’esteriore il fiore
il verde la foglia – parte del cosmico
sé di cui è specchio il di qua – vivono ab aeterno
l’indicibile essenza di fiore/verde/foglia



A RISALIRE VORTICI

a specchio di cielo
cuore
a risalire vortici
di vita dispersa
(d’ore ubriache)

vorresti tuffarti
nell’azzurro fonderti
con la luce



ESSERE

1.
bava di ragno a tessere
unità del tempo
(gusci d’entità
masticati da morte
my body is my suit)

1.a
letto di procuste
(visitarsi in sogno)
dell’anima

2.
essere
come momento
il qui-e-ora
il Sé irripetibile il Sé universale
my spirit is soaring

3.
perdersi in chiarità di cielo
farsi libro aperto

3.a
(dove albeggiano azzurrità di strade alte)



DA QUESTO MURO

da questo muro
trasudo le morti di tanti
sono l’urlo di ginsberg
il grido di munch di guernica
queste parole sono pallottole
dirette al cuore
voce di chi non ha voce verità di Cristo
di certo m’imbavaglieranno

non sopportano di guardarmi negli occhi




ANCHE PER VOI

salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte



LA FORZA DELLA PAROLA
a Dalton, Heraud, Urondo

- tre poeti assassinati – mi diceva
(occhi persi nel vuoto
a inseguire chissà quale visione) - tre
in posti diversi – (ne rammentava solo
vagamente i nomi e i luoghi)
- vedi: - puntualizzava – il potere è nemico della luce:
non sopportando la forza
della parola
si mimetizza viscida serpe
tra sterpi e inietta il suo veleno -



LA FORZA OSCURA

l’alba è schiusa palpebra
dell’Orologiaio del cosmo –
col mio emisfero destro
vivo la meraviglia la poesia della vita
credo nell’amore contagioso –
ma mi riconosco in chi non sa guardare
a lungo la Bellezza
negli occhi senza assassinarla
“perché ogni uomo uccide ciò che ama”

e allora cos’è questa forza
oscura che mi strappa
gli angeli dai sogni? chi
viene a violentare il fragile azzurro?



UN DIO CIBERNETICO?

vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
(ma la notte del sangue
conserva memoria di volo)
vita sovrapposta alla sfera
celeste regno d’immagini
epifaniche / emozioni
elettroniche
eclissi dell’occhio-pensiero



A DANILO DOLCI

risalire all’immagine infranta
dove è voce del sangue
la ferita aperta del cielo – limare
le parti non combacianti
con la figura del divino: è questo
che fai intendere e
la chiami città
terrestre la tua voglia
di rivoluzione: tu innamorato
dell’uomo nuovo – del suo
costruirsi incessante –



AION

1.
chi ti ha fatto sapere ch’eri nudo?
l’entrare della morte nel morso
della mela
(si erano creduti il Sole
scordando di essere riflessi)

1.a
il serpente mi diede dell’albero e…
eva la porta
di sangue
per dove passa la storia

2.
nell’incrocio dei legni
la conciliazione degli
opposti (lo scheletro del mondo)

2.a
è il Figlio che pende
dai chiodi
la risposta a giobbe

3.
ancora l’assordare dei martelli ancora
un giuda che fa il cappio abbraccia un albero di morte
- sulle labbra il fuoco del bacio



LA VIDA ES SUENO

con calderon* dici la vida
es sueno mentre ti dibatti
in un non-tempo onirico:
sorveglia ogni gesto
un testimone interiore / custode
del sogno – e se nel saperti
forma vuota volessi
uscire dalla vita
non c’è
grido o sussulto che tenga

* Calderon de La Barca




TRASFIGURATI ANELITI
(a Emanuel Swedenborg)

(quest’abito sta stretto - è
peso di terra

un fuoco passa per la carne)

ali ha lo spirito per
vastità ineffabili

per volare fra le braccia della
luce

profonde azzurrità
l’attraggono - sua origine e
sorgente

trasfigurati aneliti hanno
occhi di cherubini
- di là - benevoli



NEL PAESE INTERIORE

nel paese interiore eiaculo i miei sogni -
fuoco e sole dell’anima - vivo
una stagione rubata al tempo (mimesi
icariana sul vetro del cielo)

nel paese interiore brucia il mio daimon
di febbre e di luce



NEL ROVESCIAMENTO

non vedi al di là
del tuo naso scientifico:
è come leggessi sull’acqua
lettere storte: poiché noi siamo
nel rovesciamento afferma
la weil - e negazione
ci appare la grazia



QUALE AMORE

nell’amore sai non c’è ricetta
che tenga: è buona regola giocare di
rimessa / vuoi

possedere l’oggetto d’amore e
resistere all’amore Quello-che-si-
dona

tu cuore diviso tra cielo e
terra carne/amore non più che sparso
seme



CANTO PER NKOSI

(In memoriam: a Nkosi Johnson, morto a 12 anni, il 1° giugno 2001, a
Johannesburg. Nato sieropositivo, fu scelto come testimonial contro il
morbo dell’ AIDS)

(Non posso pensarti dolente
da che morte odora di resurrezione.
Eugenio Montale)

colei che ti diede vita
la sai madre di cielo
bambino che hai corteggiato la morte -
tu messo in un angolo come vergogna
(lo sguardo orfano rapito
in vastità di cieli) presto non più
che mucchietto d’ossa - Nkosi
sei la nostra Coscienza:
e violentaci dunque nel profondo - tu
con la purezza di un breve mattino

mentre questa morte - vedi -
già s’ingemma di sole




UROBOROS

tagliato fuori
dal cielo (stato uroborico
di participation mystique)
calato in un io che non sai dire
chi sia: se non presenza passeggera:
sospeso esistere
nel seme dell’amore:
attesa di pienezza nel pleroma



CONIUCTIO
(a C. G. Jung)

quando si unificheranno gli opposti e il Sé
riaffermerà la propria natura ermafrodita
e dallo squarcio del velo di maya
si manifesterà l’Altro - la nostra
controparte
(sconosciuta e prismatica) che
ci visita in sogno - l’occhio
interiore: allora còlta la totalità
si sarà dissolto insieme allo schermo
di apparenze nomi e forme
insieme alla rappresentazione della storia
e ai fiumi di sangue e di parole

anche il sale delle nostre lacrime


CHI SIAMO

caduta la carne
svelati a noi stessi:
non più enigma che arrovelli
(restano unghiate sulla carne
del cielo a presenza
d’un sentire stuprato):

allora l’essere si aprirà
la luce schiuderà le braccia
saremo seme fiore stella - le
prismatiche facce del Sé -
allora in noi

non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma: sarà un camminare
sulle acque

(alla luce dell’epistéme*
avrà la kènosis**
vitrea trasparenza)

* epistéme = conoscenza
** kènosis (qui sta per concetto di) = svuotamento del divino




ATTIMO-FUTURO

1.

nell’addentare il frutto proibito
si ritrovò affamato d’amore

1.a

(fu il creare gioco o sogno di Dio / coito mentale)

1.b

(si mordeva la coda il serpente uroboro
racchiudeva in sé l’uovo del mondo)

1.c

in quell’attimo infinitesimo la
storia dell’uomo era già scritta: passato e
futuro un tutt’uno simultaneo

2.

non lui va verso il futuro: esso
gli viene incontro ed è già presente
focalizzandosi in fotogrammi: ciò che avviene
esiste prima di lui: forse in un’altra
dimensione egli l’ha già vissuto (presente
a sé come il sé nel sogno) (abitante il riconoscibile istante
dentro una sospensione)

3.

il déjà vu è acquattato tra pieghe dell’inconscio

3.a

come in una sequenza di specchi
gioca con l’alter ego nell’eterno presente

punto da cui si vede il Tutto

versante luminoso del Sé: l’aleph



PLATONE

essere :
notte dell’anima
il cammino
il tempo è la caverna
lancinante
attendere ti trapassi
Amore sole cosmico



LETTERA DA UN AMICO

- non serve voltarsi indietro – mi scrivi -:
se metti in conto i limiti
le morti contratte le paure
passate e avvenire se porti in cuore
sventrate lune albe-capestro
se non ti esponi per
puro calcolo non fai
che raccogliere i frutti d’una vita
spesa male: presto
essa ti presenta il conto – deve questa vita
restarci nelle mani: dare tutto
se stesso a perdere arricchisce:
amare non è forse una scommessa?
dici (e la parola è bisturi): percorri
lo stretto marciapiede a lato
del cuore: nel profondo di te nel buio
di stelle calpestate ascolta il grido
verticale
che da caduta può farsi preghiera



DEUS ABSCONDITUS

(sempre a metà strada noi: sempre
nella terra di nessuno: il
fratello oscuro che s’agita nel sangue
(lato notturno dell’anima) che mima
il dolore del cosmo

(attraversando la valle della morte
penetrati da tutto il freddo del mondo: immersi
fino all’ultima fibra dell’essere
in un dramma da consumarsi fino in fondo)

il Dio che sta dietro le apparenze: il Dio
sconfitto nella storia Dio-del-paradosso
che vince con la debolezza - il Totalmente
Altro: l’increato (ab aeterno) che si
a u t o l i m i t a

per recuperare la sua potenza alla
fine dei tempi – grumo di vortice d’astri –



LUCE AL TUO PASSO

se il soffrire non coniughi
con l’amare è un niente la vita – avrebbe
detto simone weil
buconero-in-buconero direbbe einstein
(dal crogiuolo del dolore guardare
oltre il visibile oltre
l’io – schermo di carne)
ma più in là tu non vuoi vedere – solo
cattiva stella che graffia l’azzurro del tuo cielo
(ed è gioco perverso pensarla
nel tuo codice iscritta):
credi: è per risorgere che in te
sperimenti l’abisso: impara a guardare
il sole: esci dalla platonica caverna –
ascolta: non esiste solo nelle favole
il tuo angelo: egli da dietro il velo
del tempo è luce al tuo passo
perché vivibile sia questa vita: perché batta
nel sangue un tempo tuo – rotondo
(non sai che della polvere dei sogni
son fatte le sue ali?)
il tuo angelo – se vuoi – sarà simile
a emanazione di luce/visione
di blake:
attiva il terzo occhio – sii come
la clorofilla che si nutre di luce



CIELO INTERIORE
(a Gustavo Rol)

cosmonauta di spazi
sovramentali
trasfiguravi il tempo
velandolo d’irreale:

quiddità di un cielo
interiore
aperto su mondi paralleli



SENZA TITOLO

al di fuori di me –
io stesso luogo-non-luogo –
mi espando

di cerchi concentrici è il lago
del mio spirito: sasso gettato
dal capriccio della musa

fremito d’acque e stelle



JUNGHIANA

legato a un vago giro di pensiero
alla tua libido caro freud antepongo
la vita che guarda se stessa guardarsi:
il centro del mandala dove la luce
pensa – le nozze alchemiche – alla
mancanza di sacralità il Pesce *
l’enantiodromia (Unus
mundus) – all’analità l’Anima l’Animus
l’Ombra - il corpo che si apre nel suo doppio – la
nostalgia di un cielo prima della caduta

* Simbolo del Cristo



NELLA VALIGIA (NOTE DI VIAGGIO)

(il chi-siamo-dove-andiamo:
dove la mente
inlabirinta)
l’io
vestito di nebbia
promesso alla morte –

(nella valigia pronta la perdita
originaria la vita a
metà)

risucchiato come da un tunnel…
attraversato
da flutti di luce

destinazione: il Sé




AGAPE / EROS / PHILIA

imago dèi: noi chiamati
ad amare (senza essere nostri)
noi abbracciati dalla
Luce: dai tre aspetti dell’amore:
Dio madre / amante / amico
(agape / eros / philia)

l’Uno dai molti nomi:
sole – oceano – fortezza


da FUOCO DIPINTO, 2002
 



POESIE SPARSE E RECUPERATE
 
 
             
DOMANI ANCORA UNA PENA
 
dopo otto ore alla catena
neanche la voglia di parlare
davanti alla tivù-caminetto
e morfeo ti apre le braccia
 
(restano impigliati
nello stridìo della macchina
brandelli di coscienza)
 
domani ancora una pena
l'anima tesa sul grido 
del giorno
 
in spirali di alienazione
 
1980
 
 
SISTEMA
 
sul vento delle braccia
pensieri decapitati
 
la cattedrale di sangue 
eretta
con la ragione del numero
dell'efficienza
 
1980
 
 
CON LE NOSTRE RADICI DI CIELO
 
in noi la vita lascerà
la firma di una cicatrice -
 
dibattuti
tra libero arbitrio e destino
sedotti dall'avere richiamati all'essere
fatti di carne nella carne finiti
tentiamo dare un senso a questa
vita avuta in prestito:
 
con le nostre radici di cielo e
terra
ci attacchiamo a quanto sia antidoto
alla solitudine vuota occhiaia del giorno che
chiudendosi ci ritorna un io maciullato
dentro la sua macina
 
1980
 
 
A DANILO DOLCI
 
la nostra città
terrestre inizia dove
l'uomo si fa violenza - di là
dai cancri di questa era
suicida -
 
tu lo insegni al bambino
che tende le sue prime
radici nell'aria:
 
rivoluzione è costruire
la città terrestre oltre
le notti che si spaccano alla volta
del cuore
 
1980
 
 
BLACK OUT
 
la città-piovra con i suoi mostri
meccanici e le facce
robot - tra alveari
di vetrocemento in un'orgia di semafori e
insegne vedi lupi azzannarsi: è questo
l'uomo?
 
(in tempi di crisi
anche l'anima rischia il
black out)
 
1980 
 
 
LA LATITANZA
 
ipotesi di vita dormono nel seme
dell'amore che aspetta di esplodere
in un abbraccio cosmico
 
intanto
si aggrappano a troni di sangue
radici nate dal cuore del mondo
 
1980
 
 
MONDO
 
ti reggi su cumuli
di escrementi ed erigi
altari di miti grondanti
sangue tra nebbie
di droga e masturbazioni di
coscienze:
 
dai tuoi genitali di storia
il seme delle
generazioni ruotanti nel tuo
Caos
 
1980
 
 
APPUNTI DI VIAGGIO
 
cielo aperto in uno squarcio rosso
 
alla radio
"gli ultimi eccidi"
 
t'inchioda nel suo vortice la
precarietà dell'essere
 
parabola di carne
 
come gl'insetti
contro il parabrise
 
1980
 
 
SVOLTA
 
caduti i miti sul quadrante
del mondo dove stride verità
che apre la cerniera della notte
l'uomo fuori delle spirali
di città-caos oltre i pensieri
dilaniati si volgerà dove albeggiano
ferite azzurre le tue strade
di cielo
 
1980
 
 
ESSERE
 
s/oggetto schegge & grido buco
nero
nello spacco
del giorno la parabola
 
(dove si apre la vertigine e la vita è
frantumazione dell'io)
 
essere
palpito avvitato nei gorghi del finito
essere arco teso e freccia
del divenire luce
& abisso dentro cuore di carne
 
1984
 
 
SPIRALE
 
dilaniate in crogiuoli
d'ingiustizie-torture
coscienze si tendono sulla parabola
del giorno dove alveari-
ghetti inchiodano a spirali
di sangue chi non ha voce e la vertigine
dell'essere si fa carne e grido
 
 
1984
 
MEMENTO
 
(alle madri dei deseparecidos)
 
dimora nella ferita del cielo
il vostro urlo modellato
dagli squarci della storia
 
non piangete sui mattini
rossi di olocausti
dal loro sangue
nasceranno colombe
 
1984
 
 
DALL'IMMAGINE SPEZZATA
 
ricomporre i frammenti vuole tempi
lunghi come la storia - : risalendo dall'immagine
spezzata fino all'ultima ferita
in un sol grido rivivono squarci
d'identità i fantasmi che furono te:
per poco: li inghiottirà una fuga
di luci la città verticale
allucinata: la sua bava
di ragno che tesse latitanze
 
1988
 
 
ALLO SCOPERTO
 
entrare nel morire tra seduzioni
dei media è frantumazione
dell'io è uscire nudi
allo scoperto:
 
spoglio di alibi-corazze
con radice di sangue
e cielo è cuore che risale
in luce sue macerie - la vertigine del tempo
vuoto -
 
1988
 
 
DELTA
 
dove
è grido-linfa rappreso
la voce del deserto -
detrito al diramarsi
dell'essere senza
foce: qui col tuo peso
di terra ti consegni
alla morte
 
1980
 
 
LINEA DI MONTAGGIO
 
lo hanno visto inginocchiarsi
davanti alla centoventesima vettura: come se
volesse specchiarvisi o adorare
il dio-macchina:
46 anni: infarto - parole
di circostanza chi deve informare la
famiglia - l'attimo
di sconcerto poi li risucchia il ritmo
vorticante: come se nulla
sia accaduto: la produzione
innanzitutto
 
1988
 
 
DON PABLO
 
(a Oscar Romero)
 
diceva tra l'altro (in una
delle sue omelìe
di fuoco): - il terzo mondo
ha le vene
aperte il primo una coppa 
nelle mani
 
la verità che si faceva
martirio si tinse
di sangue: ancora una volta
volevano
uccidere il vangelo
 
1988
 
 
DOWN
 
questa vita
che apre gli occhi sui giorni
feriti
ti ha lasciato per firma
una cicatrice
 
- segnata con l'inchiostro
indelebile
della nostra indifferenza
 
1988
 
 
 
VITA-ALLODOLA TRAFITTA
 
dal buco dell'ozono il tuo grido
verticale: vita-allodola trafitta
da migliaia d'aghi avvelenati -
 
la tua storia la descrivono cieli
innocenti tra crepe di asfalto  
palazzi di vetro che s'ergono
come templi specchiandosi
in fiumi d'ossido -
 
dove non ha lasciato verde
l'uomo tra sé e la sua fine: 
qui leggi questa
negazione di te che arde - sottile – 
 
[1995]
 
 
 
CHARLOT
 
(la tua magia è fumo
che vola sul tempo
fra palpebre d'aria)
 
l'ora si fa elettrica
nel cielo di una risata
 
 
 
TIENANMEN
 
... consumato l'eccidio 
lavato il sangue 
                         (ma non
dai loro occhi e dagli occhi
della storia)
 
la libertà la vita: unghiata 
sulla carne del cielo: un grido
rosso come il cuore
 
[1994]
 
 
 
UN CIELO NUOVO SI PIEGHI
(contro la fame nel mondo)
 
quelli che espongono una bandiera
di carne - i senza
voce - che calpestano
un tappeto di morti senza
croci:
i milioni di bocche imploranti
dinanzi a uno spreco infinito: i nati
nella parte sbagliata del mondo -
quel gemito di carne che Madre
Teresa coglieva tra i rifiuti: gli
u l t i m i
 
per questi facciamoci voce
fin nell'intima fibra
da un sangue
innocente germoglino nuovi
virgulti e un cielo nuovo si pieghi
sull'uomo - lo liberi dal suo grido
 
2006
 
 
 
RESISTO AL MIO TEMPO
 
Sono questi meriggi
ancora lunghi a morire.
Voli bassi tagliano
il rosso del cielo.
Vedo
sui muri
delle case le ferite
del mio tempo:
son quelle degli anni
spogliati
 nel cuore.
Oggi mi sveno come
questa luce:
risalgo rovine.
 
1980
 
 
 
IRPINIA
 
hanno ordinato lo sgombero
ti hanno assegnato
il prefabbricato - "diritto"
di terremotato -
 
contro queste mura
resta schiacciato il tuo grido
 
(brindano col tuo sangue
gli sciacalli del potere - preparano
per tuo figlio emigrato un cielo
di ossido aggredito da fabbriche
robot morte chimica)
 
ordinato lo scombero - resta
su queste mura
infranto il grido-preghiera: eco
di sangue della tua metà
sepolta sotto le pietre
 
1989
 
 
TAU
 
1.
noi pasta del mondo - ma fatti
anche della stessa materia
dei sogni - nella parusia segno
del tau saremo
"pneuma"
 
2.
la croce è perdente per la
logica del mondo (Dio
un dio funzionale
per la coscienza addomesticata) -
in fondo al cuore il doppio
o la divisione ovvero
il negativo di sè il giuda
potenziale l'antitesi:
l'entrare
della morte nel morso
della mela -
eva la porta aperta
(per dove passa la
storia - questo riprodursi di Cristo
nell'uomo divorato da un dio
vuoto: l'assorbirne
la morte)
 
1990
 
 
NASCITA
 
nel giardino dell'amore
tremante fiore di carne
sorpreso nel suo
dischiudersi
 
1993
 
 
C'ERA UNA VOLTA IL NATALE
 
Natale commerciale:
chi è impegnato
in confezioni-regalo
chi a spianare
la via della pace -
sotto ogni latitudine
si nega la nascita
con fiorenti business
di morte -
pure in quelle parti del mondo
sconvolte
dall'incalzare della storia
Cristo rinnovi
il dono
di natività
 
(del Natale fa scempio
chi specula sulla miseria -
chi non aspetta più
nessuno - )
 
1992
 
 
 
CE STEVE NA VOTA NATALE
 
 
Natale è addeventato nu commercio
 
chi fatica p'appriparà 'o rialo
 
chi spia
 
'a via d''a pace
 
pe' tutte 'e pizze d''o munno
 
se nega 'a nascita
 
penzanno sulo 'e fa affare
 
ca portano 'a morte.
 
Pe' tutt''o munno
 
Cristo
 
adda purtà
 
pe' dono
 
'a natività
 
d''o Natale
 
ne fa carneficina
 
chi specula
 
'ncopp''a miseria
 
chi oramaje
 
nun aspetta cchiù a nisciuno...
 
 
FELICE SERINO
 
 
Traduzione di Luciano Somma
 
[sul sito: www.partecipiamo.it ]
 
 
 
 
VERSI RITROVATI
 
(Trittico per mia moglie Angela)
 1981
 
I - Oggi raccolgo i frammenti
dell'io e ti sento come
un sole dentro il cuore -
sei alba del mio sangue -
 
II - Rifugiarmi sul tuo piccolo
grande cuore o amore
è tenerezza che accende
negli occhi bagliori di stelle
 
III - Nel cielo dell'anima
il tuo amore è grido
di luce che colora
le mattine d'estate.
 
1993
 
 
LA VIGNA
 
Il Signore della storia
ha offerto la sua vigna
perché portasse frutto - 
ma l'uomo l'ha devastata
 
la vigna di Dio non è
divisa da ghetti
-razza o colore-
 
la pianta dell'amore eleva i suoi rami
nel cielo come un canto
 
1994
 
 
A EDITH PIAF
 
t'intagli
nel cuore d'un sogno esile figura
 
delizia degli angeli
la tua voce arcana:
intreccio di vita e di morte
 
1004
 
 
A HENDRIX MERCURY COBAIN
 
tra luci psichedeliche
allucinogeni e
vivere "on the road"
cavalcano la tigre del successo
ragazzi scontenti e divi del momento
 
idolatrati imitati
affrettano la propria distruzione -
 
sui loro sogni si chiude la notte
 
1994
 
 
IL BUIO DEGLI ANNI
 
(a tutte le vittime per la giustizia)
 
negli occhi delle primavere
violentate
il buio degli anni
di piombo : la pioggia di sangue -
la vostra morte luminosa -
 
il sangue delle vostre
primavere
di là dal buio dell'ora
ecco levarsi alto
come un grido
al centro della storia -
a forma d'un indice puntato -
 
1994
 
 
VOGLIO CREDERE
 
in danza attorno al totem
benessere
ho raccolto nella curva della sera
il balenìo d'una vita falsa
asettica -
 
oggi con tutta la forza
del mio sangue
voglio credere non sia perduto
quel senso d'autentico che
 
rende liberi - còlto nell'inseguire
voli di rondini e
utopie di cieli d'innocenza
 
1995
 
 
 
DONNA
 
essere l'altra metà
del cielo
 
(l'anima che si ferma
sulle labbra)
 
saperti
col tuo peso
di terra
 
corpo: porta
sulla nascita
 
estuario
 
1997
 
 
POESIA
 
a Saba
 
(non m'incantò la
rima fiore-amore)
 
dove si leva il mio canto
per l'uomo di terra
e cielo
 
sei tu parola
il mio sangue
alato
 
1998
 
 
LO SCHERMO DEL TEMPO
 
(siamo semplici ombre
in un sogno cosmico)
 
i morti non sono morti: sono
solo nel retroscena e non visti
ci osservano da dietro lo schermo
del tempo: si lasciano
incontrare nei sogni
 
1997
 
 
MOMENTO
 
orizzonte ingoiato in uno squarcio
rosso
         (ti fermi all'Esso) -
          momento sospeso in
un cielo di sangue - a due passi imbocchi
la cassetta della posta col plico
di poesie scritte in questo fine
secolo mentre annegano nel Po brividi di
luce di questo breve sole capricorno e
senti palpabile nell'aria serpeggiare
la psicosi del 'millennium bag'
 
2000
 
 
SOGNO
 
a Walt Whitman
 
amo le tue odi dolce vecchio
Whitman -
un lampo ed ora ti vedo
tra nubi giocare coi capelli
di Dio Padre (tu ritornato
bambino) - ed ecco
ti si congiunge l'ex "allievo di penna" *
fluttuante nel mare d'erba del cielo
 
* Allen Ginsberg, che s'ispirò a Witman,
morto il 5.4.97
 
 
 
SWEDENBORG
 
libero dall'ego-cecità
corporea col terzo occhio varchi le
colonne d'ercole: i piani sottili della
città astrale - dove folgoreggiano
angeli
 
2001
 
 
CORPO-ANFORA
 
il corpo-anfora ecco svuotarsi
lasciando nell'Infinito mare fluire
la sua anima d'acqua 
 
 
NELL'URNA
 
nell'urna-di-vita: cenere
muta?...
palpito rosso che
s'inciela - atomo stella
 
 
DEDICA AD ANGELA
 
il tempo passato a scrivere
lettere d'amore, il mio sangue e le notti
 
non appartenevano che a te
 
 
A DINO CAMPANA
 
(la tua poesia
è un canto di gallo all'alba
un'apertura di vento
sorgente che zampilla)
 
un languido sorriso di donna
"tu mi portasti un po' d'alga marina"
è fuoco celeste del tuo canto 
 
2001
 
 
MICHAEL JACKSON
 
Peter Pan scatenato
i tuoi urletti i passi
incredibili
ch'erano tutto un delirio
ti hanno reso un'icona
insonne hai affidato la vita
nelle mani
di colui che per sempre ha spento
il tuo sangue elettrico
 
 
 
 
APPROCCIO
[poesia facile ovvero esercizio poetico]
 
uno di quei pomeriggi
in biblioteca
dove trovi cibo per la mente
 
tra web e cartaceo adocchi
la ragazza immersa come sub
in una ricerca su nietzsche
 
con una particolare
luce presa in prestito
da monalisa
 
ecco lei ti sorprende...
 
come calamita
ti attira
nietzsche
 
e ti senti uno stupido
 
 
1/2
[mini-divertissment
-versi diversi non-versi versicoli]
 
1.
i mezzibusti le mezze
verità dette a mezzo
i denti (ridenti) di fede
 
2.
a mezzanotte
in mezzo alla
piazza di varazze
proiettano in ricordo
di fellini 8 e 1/2
- signore di mezza
età da palchi-terrazze
soffocano singhiozzi
in fazzoletti-
 
3.
in cima alla
banderuola
il gallo a mezz'aria
piroettò
il gallo sgallò
cocoricò
 
1998
 




POESIE RITROVATE


CHINO SULLE MIE NOTTI

in me cresci come un albero
amore affannoso
greve di stagioni
le cui radici amare
del sangue mio si nutrono

in me cresci come un albero
-con dolore-
o sentimento il cui volto amico
una dimentica pietà ridesta in cuore

1973

*


COME UN TUNNEL

hai bevuto fino in fondo
da un amaro calice
le angosce dei tuoi trentanni -
hai bevuto le azzurre febbri
d'ingannevoli amori

i tuoi occhi ora
sono come vuote conchiglie
sospinte sull'arenile:
perdute reliquie

oggi in preghiera si leva
il tuo giorno:
non altro conforto che asciughi
i ricordi di pene vissute - ma
ti abbuia il sangue il sentirti
solo - sempre più solo: ed è
questo dolore della vita
come un tunnel scavato nel sangue -
profondo più della tua
solitudine - mio cuore

1974

*


MUOIO A ME STESSO

ogni giorno muoio a me stesso

un'ombra dolorosa
nei miei occhi fa sera -

nascosta vi trema una pietà perduta

1974

*


RADICI

tra una radice di sangue
strappata e un'altra
nata
dal suo grido

sta il mio morire

1975

*


I NOSTRI VOLTI

i nostri volti vestono parole
scheggiate e sorrisi
che gelano

nuove
angosce oggi latrano alle porte
del cuore - allo sguardo sottraggono
luce

si avvita la ragione nel vortice
di venti: senza
più risorse ci troviamo
a mulinare le braccia come naufraghi:
e un oceano
fatti dei Tuoi silenzi ci separa
dalla riva...

ci restano oggi questi occhi
stanchi - ove pesa anche il silenzio
dei vivi

1976

*


BRUCO

ti sento uscire dalla testa
operaia col canto di lotta
(e le metamorfosi sono spine
nel fianco del potere-sistema
che ogni giorno ti mutila):

ogni tuo membro è vita che grida
contro ogni giogo e l'insonne canto
è le tue ali nate dal sangue

1976

*


GLI ANNI CI DIRANNO

ogni volta per nuove
esperienze barattiamo la
vecchia pelle - ci dimentica
così spesso la vita in angoli
di nevrosi

gli anni forse ci diranno
che quanto poteva essere amore
si celava
nelle cose nei gesti più semplici
come un dio
geloso che non udimmo

1977

*

ALBERO DELLA FEDE

maturi frutti d'amore - annosa
radice che ti nutri
del mio sangue

mi cresci contro il cuore

nell'ora che m'affratella
-in meditazione - come
una pace accolgo il respiro
assorto dei tuoi rami:
materne braccia
levate
come un'assunzione
nel mio nascente azzurro

[poesia del 1973, riveduta nel 1979]

*


NUOVO EDEN

assuefatti alla morte
della coscienza nella nostra
latitanza inganniamo la morte
fisica con chec-up affidiamo dati
al computer usiamo inutili
comodità in alloggi
asettici come fossimo invalidi

(dal video c'investono
slogans "l'olandesina il culetto
asciutto" " il profumo per-
l'uomo-che-non-deve-chiedere-
mai" mentre sorrisi
al fluoro vorrebbero
illuderci che si vive in stato
di grazia o nuovo eden)

1985

*


COL NOSTRO PESO DI TERRA

asserviti ad alchimie economiche
impaniati in secche di
solitudine col nostro peso di terra (parabole
di carne e sangue) tentiamo
un bilancio sentendoci inappagati
nella misura in cui non siamo
disposti a donarci: e restiamo
impoveriti: col nostro peso di terra

1985
 

*


L' UOMO PROVVISORIO

nell'utero cosmico
sanguina lo squarcio
dell'uomo provvisorio che
vivendo con cuore disadattato
su parabole
di giorni la sua terrestrità
(dibattuto
tra libero arbitrio e destino)
recita la propria morte e finge
di fingere per essere autentico

1988

*


UN GIUDA APRE SQUARCI

specchiato nell'anamorfosi
della coscienza
(dove latitanze
ci tengono in pantofole)

un giuda apre squarci
d'alibi nel tessuto
della storia

1988

*


LA VOSTRA PACE E' UN'ARMA

la vostra pace è un'arma
a doppio taglio quando mietete denaro
di sangue e con fare mielato ma
persuasivo premete col tallone il capo
di chi non ha voce

voi che inchiodate l'Uomo
ai quattro punti cardinali al suo
dolore/urlo-chiuso-nelle-ossa: voi
cui nessuno osa strappare
il laticlavio del cuore voi
che fra un business e una crociera
vi sedete al tavolo della pace mentre
nei vostri mattatoi l'alba cammina
con piedi insanguinati: quando
sparirete dalla faccia della terra..

1988.

*


PASQUA

(un pane spezzato
come sepolcro
aperto)

duemila anni
imbavagliano
i giovanni battista della storia -
(duemila anni:
cauterio di coscienze
+ tempo
scheggiato agli orli dell'anima
= vertigine aperta
per una pace consumistica
da cui nascono lune
di sangue & colombe
di plastica per l'illusione di bimbi) -

ha rinchiuso il sepolcro
un masso
di duemila anni rotolato
dal vertice della storia d'uomo

("grideranno
le pietre")

1988

*


CARTA DEL CIELO

la tua lesione planetaria
non è che lo strappo
sanguinante della nascita - la tua intricata
immagine che vibra
ai punti cardinali (inchiodata alla sua
transitorietà)

erompe dal punto più
alto dello zodiaco il mondo
psichico di nettuno
(tradotto in una
pagina di luce -
la penna intinta in una luna
martoriata al fondo cielo)

1988

*


CANCRO

(gli anni di Cristo -
giovane vita che ancora
poteva dar frutto -
coscienza seminata
nel solco
degli operatori di pace)

una carne urlante
marianna ("se possibile passi
da me questo calice")
marinna un grumo di dolore-amore
convertito in un pugno
di terra

(le davano
non più di tre mesi - e dire
che di voglia di vivere
ne aveva da vendere)

1988

*


CIELO DI PIETRA

(aggrappàti al grido
della coscienza in frantumi)

"scegliamo la vita"

il bambino mai nato è cielo
di pietra - grido - parabola
dell'Uomo incompiuto

1988

*


VERITA'
(ballata)

(clessidre
dilaniate tempi di
falsi miti solari
meridiane a perpendicolo sul
cuore scandiscono il
tuo requiem)

chi
griderà il
tuo volto luna-
di-sangue tra cancrene
fiorite da eretti
altari al dio
mammona

1994

*


DENUNCIA

mi hanno crocifisso a un muro
vi resterò forse fin quando darò noia
agli occhi o m'imbavaglierà una reclame
di surgelato o mi straccerà una mano
razzista ma sarò ancora la denuncia la voce
di chi non ha voce sarò il suo sangue che urla
la storia attraverso i miei squarci

1994

*


MOLOCH

da albe incarcrenite si alzano babeli
che imbavagliano il grido
di coscienze impiccate
a capestri di profitti: nei ghetti
delle metropoli
si vendemmia l'uomo in nome di idoli
mostri-da-video mentre mancano braccia per la
vigna di Cristo -

tra tentacoli
di moloch parabole di carne si convertono in
plusvalore / colate di sangue & oro -

1994

*


UNO CHIUDE L'ANNO CON UN VOLO

al trillo della sveglia c'è chi si fa
il segno di croce mentre al piano
di sopra un altro forse apre il giorno con una
bestemmia c'è chi sventola una bandiera
di caene e chi miete denaro di
sangue uno chiude l'anno con un volo
dall'impalcatura mentre la donna del magnate fa il bagno
in 200 litri di latte vedendo distratta
i cristi del terzo mondo in tivù

1994

*


BALAUSTRA

e l'uomo si guarda
dal di fuori: sporge sull'aprirsi
della propria vertigine (dove
è di scena l'idolo-mostro
da video e innesti attendono cervelli
programmati o organi di
ricambio) -

la primavera-poesia non è
che un grido verticale o fonte
disseccata - e lui la scambia per una
favola o non se ne ricorda -

1994

*


PALERMO

Palermo fiori e lacrime
Palermo in catene
condannata a funerali in diretta
Palermo covo di serpenti
Palermo sputata
Palermo ghirlande e sangue
appuntamento col dolore
Palermo di vedove e orfani
che piange nella carne i suoi figli
che conta i suoi morti
ammazzati
cuore di Palermo
squassato
da odio e tritolo
a chi toccherà adesso
impotenti colpevoli
t u t t i
Palermo fino a quando
"questi morti
sono nostri"

1994

*


ANATEMA

quando
scorie di atomo avranno
invaso il pianeta
il cielo sarà un sol grido
verticale
griderà la radice
soffocata e
la vita atrofizzata
sarà solo parvenza
di sé - grumo ed urlo
muto -
e i non-nati
reclameranno
vita negata e
lancerà l'orso il suo
anatema
sugli uomini e la loro cecità
per non aver posto un albero tra
sé e la sua fine

1994

*


SI STA COME SOSPESI

si sta come sospesi
tra lo sporgersi sull'
interiore grido verticale l'aprirsi
della propria vertigine e
il ripiegarsi sulla
contemplazione dell'ombelico

1994

*


POESIA

ti avviti
con lucido delirio
nella folla di parole

(tra sprazzi
di coscienza e sogno
insegui
gibigiane echi:
ecco sfrondarti
forbici di luce:
la pagina è tuo lenzuolo
quando in amplessi
cerebrali
muori rinasci)

la tua anima di carta
ricrea armonie
in seno a spirali
più alte

1995

*


ARCHETIPI O LETTERE CELESTI

sulla pura pergamena della
sostanza primordiale
tutti i pensieri lo Spirito scrive
con l'inchiostro luminoso
della divina emanazione: nel Libro
dei libri in forma di archetipi
o lettere celesti si trova tutto
quel che fu è e sarà

1996

*


SATRAPI

questo secolo si chiude sporco di sangue

voi della razza di caino
che avete ucciso Cristo mille volte
insanguinando la luce delle stelle
guardate gli occhi di un bimbo:
più non debbano essere quelli
dell'agnello mandato al macello

voi jene dalle coscienze bendate
che avete incendiato il cielo
con fiammate di odio e di sangue
negando la meraviglia della vita
negli occhi di un bambino:
come potete dormire tranquilli?

(una mano ghermisce tutto l'essere
torce l'anima come un fazzoletto)

1999

*


TEMPO DI CADUCITA'

in un balenìo
di stagioni e miti un trepestio
del cuore in un turbinio di foglie
uno sfogliare l'amore in un rapido
svolare obliquo nel sole
con ali d'icaro

... mio tempo
uscisti dal calendario

1997

*

NATALE

la festa-evento
celebrazione dei consumi
il buonismo da facciata la
latitanza del cuore

uno scavo una ferita
di luce
il dono più vero
dono offerta di sé

1999

*
















 


***


FELICE SERINO - POETRIES


TRANSLATIONS: MARIA LETIZIA FILOMENO

IN THE MIDDLE OF ITS WAY THE NIGHT

in the middle of its way the night
swallows the last light - makes
bodies hostages

in a ethereal world - closer to us -
the dream starts playing


I DREAM MYSELF

I-not-I exist
before and inside the mirror (a
distance separates me: as
if I lived in another part) I live I stir
inside a vivid dream: I dream
myself - sand creature


FLIES STREAK THE INDIGO

(flies streak the indigo
moving off the sunset)

you bleed yourself like this light -
from the slits
of tumbledown walls you spies
the deprived years in your heart:
the childhood rises
inside you like a sun (the poured
blood in the light): the explosion
of the dreams that opened
the mornings - the innocent
light into the weeping eyes
of that child with his kite -
disappearing in the deep-sky-blue...

THE INK CRY

God exiliated
behind man's
eyes

opens the night casket


IN THE LASTING-LIGHT

the hot hours: they were
summers hard to die

the mad running and the grazed
knees in the lasting- light:

another bite
at the bloody pulp of the day - do you remember? -


LIFE

let me become ash
to a new adamantine
birth
in the dry air-of-fire
let
me wet up to the heart
of your saliva's light

I wanna feel my being
wrapped into the eddy
of the your cosmic funnel of your hungry empty


LIGHT-BLUE

passage from
black to white
the ascent to light
light-blue the delirating blue
of mallarmé the vocal
o of rimbaud
the light-blue rose
light-blue: the whole sky
in the eyes
light-blue mantle
of Mary


VERSES TO LOVE

my heart irradiates sunlight
my heart that wanna be burnt
to become ashes into your arms
where Beauty raves -

your sight becomes star
where the sky begins nice
butterfly-soul
in your unforeseeable fly



ARCHETYPES

(written few minutes after the waking up at dawn of 14/5/04)

(like when in the evening you don't realize
to fall into the arms of Morpheus and desire
your last farewell)

the undetermined moment is a point floating
in the air from which start unforeseeable
lines of dreams dear
to dalì that give back light to archetypes and have
a self-life in their blood


IMMIGRATED

this man: sadness of a bare tree
remains of life open
wound - eyes that loose
fragments of sky -
this man become
a torch -
to play -

pointed at with fingers: the "one" to burn



AMONG ONEIRIC FLASHES

among oneiric flashes
your air-image laughs
carved in the heart shadow



BLUE DEEPNESSES

the head plunged into the sky (blue
deepnesses reveal shadows
to be bodies -
the sheet the hand an
empty space) -

I get out from the dream wet
by light



DREAM

(to Dino Campana)

the soul hovered in that
rising-splendour: the sun
bent to kiss
its history: to
light it all in a moment -
the soul of the
never-conceived poem
absorbed ineffable
alphabets -
floated in that white
light



TRANSLATION: Mauro Conti

THE STRENGHT OF THE WORD
to Dalton Heraud, Urondo

- three killing poetries - sad me
(eyes lose in the empty
to pursue who knows that vision) - three
in different places - (he remembered only
ramblement the names and the localities)
- see: - specifided - the power is enemy of the light:
it not bearing the strenght
of the word
it camouflage viscid snake
in the brushwoods and inject its poison -

L S D

in the magnetic night hallucinating
for live your howling death
barren soul pull at the
pseudoincarnation of love imagine
rolling up mortal



FUNCTION OF THE BODY

1.
doing of starring-dust
body-imagine/flawless narciso
body-myth venus from surf
body-love body-hunger
body-earth

2.
body leaving like wound/
wish/life-that-not-yield
(body bag of the soul)
seeing like mo(uvi)ment/experience
(blotting-paper)

3.
only body
unrepeatable
spring of the body

3.a
("them awake and exult"
Is 26,19)


Translation: Alfredo Varriale

THE LIFE IN THE HANDS OF THE WIND

eyelids of air
closed on the defeat of the day
('depistate' traces
lost routs
to stain the wind with blood:
to rotate some time
in her empty rings)
handless of shades
drown the cry
of the soul played to head and cross



THE DIFFICULT LIGHT

to exist in the world: the Being
decentralized extraneous to oneself
(lobotomy of the proper one
internal Image -
from dispersions of Energy
crystallized gasps in a sky
teared voices
broken with birth)

remaining in to be
encapsulated in a life that is copy
blurred of the Original:
diminution in half life

also: jet of living water
from the subliminal self

the difficult light



PREGNANT OF LIGHTNING FLASHES

the moon folded up on my sheets
it mends these letteres
pregnant of lightning flashes
cut in the light
thirsty
in the torture of the ink
vibrate on chords of blood



THE MOON'S FIRES

with the moon's fires in the blood
blinking of dawns and nights
that are pursued
inside my lost name
for the ancestral rooms a blow of
celestial creature that lives at my side
in the stabbed light


translation: Terenzio Formenti

ONEIRIC POETRY

the dream thins out
spirales of memory
at the light of a moon
draus
the sleep of the roses


Translation: Maria Letizia Filomeno

ANGEL OF POETRY

soaring your blue wing in my blood
(I-not-I: you transcend in me and exist)
the birth of my dawns soaks in ineffable alphabets



PAROUSIA
(on the last day: expirex the indecent time)

to lean forward overtime at the light
borders
evanescent presences in sky
clearness: they became
bodies of light



PICTURE

made transparent by a wind of light
you are imagine of dream that fades away
in a cobalt sky




I'M OUT OF THE SKY

I'm out of the sky
blue
I circumnavigate
psyche
I live in my own death
together with so much life



THE LIGHT CRIES

the light cries breaking
a space in the heart



A LIFESAVING VERSE

a lifesaving verse sprinkle you light
in the orphanhood of the Dream



SEED LIFE

entering the
death-life (blood on the pendulum /
maya-time with eyes
of light)
overturned

(unexpressed
Essence impressed in
negative)

"live"
is Beyond: sun
heart sky
abyss - anti-world




IN THE SEED OF LOVE

listen
…don't you feel life pressing
in the seed of love that
is going to burst in a cosmic embrace?



IN THE MIDDLE OF ITS WAY THE NIGHT

in the middle of its way the night
swallows the last light - makes
bodies hostages

in an ethereal world - closer to us -
the dream starts playing



OMNILOVE

accept to become
transparent (open book)
accept to let oneself crossed
by life - by dead-life (rose
and cross) -
by the One who is: the omni
lovable

in front of the Absolute

…immersed
into the Absolute -

when the R a y
will absorb the darks



AT THE BOTTOM OF THE MIRRORS
(to J. L. Borges)

in an increasing of mirrors (escape of
naissances and deads)
imprisoned is the light
of your déjà vu -
you can year is you listen to the dull
drums of blood
in the bottom of the mirror where you
read the eternal return (life
judges us) - there is the centre the overturned
world: your aleph -
the key the riddle



THE FACE SIDES

between reality and appearance the oval
face looks at you from the bottom
of the mirror of a smocky bar -
not be able to see you as the others
see you - the other side of you the unexpressed
form you can imagine to assume
in the other world -
(notice yourself from the back or
spy sidelong is a perverse
play of hyde - meeting with the Dark)



WIND OF MEMORIES

it's salamander
motionless surprice
that pretends to be dead
two cross-shaped arms
sky of flesh wind
of memories the life

now broken-off

till the spinning
top sharpens its pivot *

* a sentence from Montale



TECHNIQUES OF DEATH

atoms of loneliness
abandonings/partings/ends
tastings of death

the figurative deaths the
disguised suicides/homicides
the blue night of the soul

death is present in the birth
dying leads to birth
emigrations from shape to shape

my God please cleanse our hearts
now and at the time of our death


SUSPENSION

elastic time
past < present > future
the soft clocks of dalì

time-suspension flower blossom

time of blake
suspended in the shining
jump of the tiger

dissolved time oneiric non-time

dilated time that
scans light ravings
in a painting of van gogh

suspended motionless
painless time
animal happiness


THE GENTLE POWER

God is patient: he has got
endless unspoiling dreams
for human beings
(cosmos centre: he doesn't
play dice)
he visits our
sorrows - he sends angels
to sweep the heart corners
(his drawn is Beauty)
his power is gentle


THE SHINING NOTHINGNESS

in ka * nothing is chance:
believe dying is not to turn
into stone and silence: it's a freed
cry pity that sees -
rotate
on hinges other side
of glove - to be
dream? place-non-place ubiquity
e x p a n s i o n : blinding
whiteness the shining nothingness **

(* ka: the ethereal "double" of I
**P.P.Pasolini, from "Poem in shape of rose")


YOUR POEM

when capering in the prenatal sea
leads you to walk backwards
your life (all in a go) - resetting the I-space-time -
then you'll read the only true poem opening
your eyes on the endless Dream: your
Poem will ride in a bluedawn the billows
of blood it will bloom in the eyes of an everlasting youth



IN A SUSPENSION

shape-thought expanded
the mandala and a rose of imagines
opens like a fan behind
the front by the third eye - in a
jumping towards behind of sweet
vertigo - he was swallowed up by in rooms
of archetypal memories and
newethic light immersed
in an amniotic peace
just a lump
in sintony with the beating of myriad
of cells now fused
with the breath of the immense cosmic body


INDIGO SKY

mixing of the blood with the indigo
sky of the memory where the other-
of-me pre-exists: never ending
dream of a love action


YOU ARE LIGHT YOU ARE FIRE

present to you
call me Love
the mouth full of light
you are fire
antiworld
call me to a silence of gardens
lump whirlpool of stars

present to you
fire-light call me
from a glass world
Love do ciak


THE INEXHAUSTIBLE LIFE

the mind in stand-by (half out
of a parallel world) - a tree and sky
sing will lull you you still enjoy
for a while the sheets warm: now
you feel life entering you: everything
you feel flowing into you as a river (il beats
as a round in the blood your time -
you feel sharing the sun): now
that you catch life - more life - you don't even care
of a body that will decay


POETRY

hollow out to be born in the white - carved
word in the dream sky - is
like taking blood from stones
(here are the light scissors to cut you down):
the page is your sheet
while in cerebral
embraces dye and born again
(from a pure place this ray of sun hit
the page)




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